Associazione del biodinamico: “Si apre una stagione di giustizia riparativa”

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“È stato un dibattito forzato, forzoso, scorretto in cui dico serenamente che i media hanno fatto una parte che non ha certamente aiutato la pura informazione. C’è stato un momento in cui non si poteva parlare, replicare e lo dico da ministro della Repubblica”. Parole del capo del dicastero alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Stefano Patuanelli, sulla polemica mediatica che per quasi un anno si è riversata sull’intero mondo dell’agricoltura biodinamica, ostacolando un confronto equilibrato su questioni di interesse pubblico come il disegno di legge sul biologico, approvato a marzo dal Parlamento (vedi news).

“Perdo e stravinco. Le parole del ministro dell’Agricoltura Patuanelli aprono finalmente una stagione di ‘giustizia riparativa’ del danno, subito da migliaia di imprenditori biodinamici italiani accusati di stregoneria”. Ha commentato Carlo Triarico, presidente dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, che ha ribadito: “Ora la stampa dia spazio alla ragione e alla nostra parola. La legge sul biologico approvata comprende la biodinamica e anche così il piano d’azione nazionale sarà l’occasione per l’agricoltura bio, che è biologica e biodinamica”. 

L’occasione per ripercorrere quei dieci mesi di strali e pregiudizi è arrivata l’altro giorno a Roma, nel corso del convegno “È l’ora dell’agricoltura BIO – Una risorsa strategica per uscire dalle crisi”, con la partecipazione di varie associazioni di categoria, dello stesso Triarico e del ministro (vedi news).

“In un certo periodo, quando questo tema era all’ordine del giorno – ha ricordato Patuanelli, intervenendo nella sala conferenze Icpal -, avevo sotto mano le linee guida per la vinificazione biodinamica di Demeter e dicevo: ‘Trovatemi qui dentro qualcosa che non abbia una forte attinenza scientifica con le sane pratiche della terra che ci tramandiamo da centinaia di anni, ditemi cosa c’è qui dentro di esoterico’. Nulla”.

Secondo dati dello stesso Ministero riportati da Apab, sono 4.500 gli imprenditori biodinamici in Italia, con una media di 19 dipendenti per azienda, contro la media nazionale di 2. “Decine di migliaia di lavoratori che sono stati esposti a rischio – ha sottolineato Triarico -. Noi oggi vendiamo all’estero ma abbiamo avuto una chiusura nel mercato italiano, perché lo stigma dei topi morti sul cibo francamente è uno stigma pesante. Gli agricoltori biologici in generale, e quelli biodinamici che ne sono parte costitutiva, sono stati fortemente attaccati e danneggiati e hanno un credito di informazione, di ricerca, di  cultura e di sostegno da parte delle Istituzioni di questo Paese”. Un mondo scientifico che alla logica del confronto ha opposto quella del muro contro muro.

E mentre in Italia il biodinamico veniva denigrato, in Francia era oggetto di ricerca scientifica ad alto livello

AgroParisTech e il prestigioso Istituto nazionale di ricerca per l’agricoltura, il cibo e l’ambiente (Inrae) di Digione (facenti capo al ministero francese dell’Agricoltura e, nel secondo caso, anche a quello dell’Educazione superiore, Ricerca e innovazione) hanno condotto una meta-analisi, basata su un centinaio di pubblicazioni scientifiche, ed effettuato una sintesi da cui si evince la superiorità del metodo biodinamico nella salvaguardia dei suoli e della biodiversità.

Gli indicatori organici del suolo migliorano di circa il 70% nell’agricoltura biodinamica e biologica, rispetto a quella convenzionale e complessivamente il 43% dei bioindicatori migliorano in biodinamica, rispetto all’agricoltura biologica. “In Italia abbiamo avuto un bando del Ministero, che indicava come i biodinamici, facendo a meno del rame, potevano diventare un patrimonio collettivo e il CREA con diverse università italiane hanno proposto ‘Biodin Rame Zero’, un piano di ricerca: così si risponde al linciaggio mediatico, con questa serietà”.

L’escalation di attacchi, invece, ha quasi finito per mettere a rischio la stessa legge sul biologico: “Noi abbiamo fatto il possibile perché ad un certo punto ci siamo trovati a decidere se abbandonare la legge o chiedere un sacrificio – ha ammesso Patuanelli -. Ma su questo io sono disposto a tornare e a confrontarmi con chiunque e in qualsiasi sede per spiegare le ragioni della bontà di quel percorso legislativo che doveva tenere dentro anche la biodinamica”.

“Un pestaggio c’è stato, oggettivamente – ha osservato Triarico -. È avvenuto strumentalmente allo scopo di danneggiare un intero settore, cercando di bloccare la legge come è avvenuto per molto tempo. Abbiamo bisogno veramente di un supporto. L’apertura a tavoli per l’introduzione di interventi dedicati all’agricoltura biodinamica nel piano d’azione nazionale era necessaria, per imprese e lavoratori gravemente danneggiati pronti ad offrire le loro competenze a disposizione del progresso dell’agricoltura italiana. Non abbiamo partecipato alla polemica anteponendo l’approvazione della legge, che era il vero obiettivo dell’attacco. Credo che il grande sacrificio di tacere per non offrire il fianco alla distruzione della legge, la cui approvazione era il nostro comune obiettivo, vada riconosciuto”.

“Quindi in realtà perdo e stravinco, nel senso che le nostre sorti sono legate a quelle del settore del biologico italiano, ma ancor più alle sorti della libertà di impresa italiana – ha concluso il presidente dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica -. Quando si colpisce un gruppo di imprenditori di valore, che registrano sul mercato riconoscimenti, prevalentemente all’estero, di fatturati importanti, si colpisce a macchia d’olio il sistema italiano e forse questo è tra gli obiettivi: la decadenza del valore del sistema italiano da parte di alcune frange che sicuramente non condividono un impronta del Paese che mi pare le Istituzioni abbracciassero a pieno titolo”.

Fonte: Ufficio stampa Associazione per l’Agricoltura Biodinamica

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