Battistoni: Entro l’estate i decreti attuativi della legge sul bio

tavola rotonda con Battistoni

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“Entro l’estate saranno votati i decreti attuativi della legge sul bio”. Lo ha annunciato Francesco Battistoni, sottosegretario all’Agricoltura nel corso del convegno ‘È l’ora dell’agricoltura bio, una risorsa strategica per uscire dalla crisi’, tenutosi a Roma ieri pomeriggio e organizzato da AIAB, Assobio, Associazione per l’agricoltura biodinamica e Federbio.
Sarà uno dei primi passaggi del Piano di azione nazionale – ha detto Battistoni – sul quale facciamo settimanalmente delle riunioni. Si sta ragionando assiduamente, in particolare, sull’importanza dell’Interprofessione, sul marchio Bio made in Italy e sui distretti. Purtroppo il vero problema è l’atomizzazione del sistema produttivo. Le aziende bio spesso sono piccole e non riescono a reggere i costi di produzione. Stiamo lavorando anche su questo, ma non dobbiamo farci irretire dalle difficoltà burocratiche tant’è che il Governo ha anche la delega per armonizzare tutto il sistema delle certificazioni. L’importante è non abbassare gli standard qualitativi altrimenti sarebbe come un cavallo di Troia”.
I passi avanti con i tanto attesi decreti attuativi di una legge in vigore dal sette aprile, seguono il via, dall’inizio dell’anno, del nuovo protocollo di controlli sui prodotti certificati che arrivano dai Paesi Terzi e la ripartizione dei fondi previsti dalla legge, approvato nell’ultima Conferenza Stato-Regioni che vedono beneficiari 40 filiere, 30 distretti e 30 associazioni (vedi news).
Ha espresso soddisfazione per gli impegni del Ministero su distretti e sull’Interprofessione, Maria Grazia Mammuccini, presidentessa di Federbio che li ha definiti “due elementi importanti di attuazione della legge sul bio. Ci sono naturalmente anche i contratti di filiera ma sono una parte perché per fare sistema c’è bisogno anche del territorio e quindi dei distretti che possono rappresentare un sostegno straordinario per la valorizzazione delle aree interne, ad esempio, o per le aree naturali protette e, in genere di tutto il territorio. Poi c’è l’Interprofessione dacché, nella crescita, il marchio del bio va tutelato. In questo trovo una evidente sintonia di obiettivi con il Ministero e questo impegno del sottosegretario per noi è molto importante dal momento che è l’interlocutore ministeriale con cui dovremo confrontarci per la redazione del Piano d’azione nazionale sul bio. Noi puntiamo molto sull’Interprofessione perché è uno strumento che mette tutti allo stesso tavolo per garantire la tutela dell’integrità del biologico e del marchio. In questo non c’è contrapposizione con i contratti di filiera. Abbiamo bisogno di tutti gli strumenti”.
Mentre sono già stati destinati, in accordo con le Regioni, cinque milioni l’anno per tutto il settennato, per la promozione  del bio soprattutto nelle mense e nelle scuole, dal PNRR si può attingere al fondo di 800 milioni per la logistica, settore dirimente per il Bio, anche in funzione della riduzione della distanza tra produttore e consumatore finale.

“Accanto all’approvazione della legge –  ha precisato Battistoni – serve anche un cambio culturale dei consumatori per il quale stiamo pensando ad una campagna comunicativa che possa eventualmente anche coinvolgere un testimonial. Bisogna fare capire al consumatore quello che ottiene in termini di salute e protezione dell’ambiente, dall’acquisto di prodotti biologici. Le istituzioni, per contro, devono farsi carico della ricerca. Oltre al Piano sementi, già definito, c’è anche l’accordo con il CREA previsto dalla legge che, sempre entro l’estate, vedrà attuazione”.

Mariangela Latella

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