FederBio fa il punto sul programma di mandato e rafforza i vertici

Maria Grazia Mammuccini

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Il biologico si conferma in una fase strategica caratterizzata da una significativa dinamicità in termini di crescita delle superfici, degli operatori e dell’export. Tuttavia, il settore deve affrontare anche alcune criticità sia in termini di capacità produttiva, a causa dell’impatto del cambiamento climatico, sia nel rallentamento dei consumi, legato all’inflazione che sta riducendo la capacità di spesa delle famiglie.

In questa fase decisiva per il futuro, FederBio ha ritenuto necessario fare un punto sull’attuazione del programma di mandato durante l’Assemblea dei soci che si è tenuta recentemente a Bologna.

Dai lavori è emerso che il quadro normativo e programmatico per il bio a livello nazionale sta procedendo positivamente grazie al dialogo costruttivo con il Governo, in particolare con il sottosegretario Luigi D’Eramo, che ha portato alla redazione del Piano d’Azione sul biologico, del decreto sui controlli e all‘avvio della Campagna di comunicazione ISMEA-Ministero, importante per sensibilizzare i cittadini ad adottare stili alimentari sani e sostenibili.

Per valorizzare ulteriormente il biologico come perno della transizione ecologica dell’agricoltura italiana, FederBio punta a rafforzare il proprio ruolo di rappresentanza ampliando il dialogo e il confronto con le istituzioni e le organizzazioni dell’agroalimentare. La Federazione sta dunque ridefinendo le strategie organizzative puntando su tre pilastri: essere un’associazione sempre più rappresentativa dal punto di vista politico-istituzionale e aperta alla società, fornire servizi avanzati per il settore a supporto delle imprese, consolidarsi come un’organizzazione interprofessionale riconosciuta a tutela del mercato.

Le tre direttive, elementi chiave del programma di mandato, stanno trovando effettiva attuazione: per la società di servizi, è in fase avanzata il rafforzamento con l’ingresso di nuovi soci puntando a un sistema avanzato di innovazione con una diffusione capillare sul territorio. Per quanto riguarda l’organizzazione interprofessionale, con i soci di dimensione nazionale della Federazione – AnaBio-Cia e Coldiretti Bio per la produzione, AssoBio per trasformazione e distribuzione, che complessivamente rappresentano circa il 70% del settore – si sta lavorando su una prima bozza di Statuto sul quale si aprirà poi un confronto anche con soggetti non associati a FederBio.

L’Assemblea ha affrontato anche il tema del rilancio della Sezione soci Produttori. L’obiettivo di contare su un gruppo dirigente motivato, espressione della base sociale e con una buona presenza di giovani e donne, è stato raggiunto attraverso un percorso elettivo trasparente che ha visto l’elezione all’unanimità di Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Bio, come coordinatrice della Sezione. Giuseppe De Noia, presidente di AnaBio-Cia, e Paolo Di Francesco, presidente dell’Associazione dei produttori bio della Lombardia “La Buona Terra”, sono stati nominati vicecoordinatori.

L’Assemblea ha, infine, proceduto al riassetto degli organi con l’elezione a vicepresidenti di Maria Letizia Gardoni, Roberto Zanoni, coordinatore della sezione soci trasformatori e distributori, e Marco Paravicini Crespi, in rappresentanza della biodinamica. I vertici della Federazione sono stati, inoltre, completati con l’ingresso di Giuseppe De Noia nell’Ufficio di Presidenza e con l’arrivo di Nicoletta Maffini, presidente di AssoBio, Paolo Di Francesco e di Chiara Rebonato, rappresentante dell’Associazione Veneta del bio AVe. Pro. Bi. , nel Consiglio Direttivo della Federazione.

“Ritengo che il rafforzamento del gruppo dirigente sia essenziale per accrescere la rappresentatività della Federazione e per sostenere il ruolo strategico del biologico nella transizione ecologica del sistema agroalimentare del nostro Paese – ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio –  Il nuovo organigramma fonde la grande esperienza dei dirigenti storici del bio con l’energia e lo spirito innovativo dei giovani, sempre più protagonisti del settore ed essenziali per l’indispensabile ricambio generazionale. Infine, è importante evidenziare i ruoli chiave assunti dalle donne nel settore del bio, rappresentativi di un contributo decisivo per una svolta verso la sostenibilità dei sistemi agricoli e alimentari”.

Fonte: Ufficio Stampa FederBio

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