Il Consiglio Agrifish approva la revisione della PAC, ma le proteste degli agricoltori non si fermano

Consiglio europeo

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È arrivato il via libera anche dal Consiglio UE alla revisione della PAC proposta a inizio anno dalla Commissione europea per placare la rivolta dei trattori. Nella giornata di martedì 26 marzo i rappresentanti dei 27 Paesi UE si sono riuniti nel Comitato speciale agricoltura e hanno approvato le nuove regole che puntano a “ridurre gli oneri amministrativi” a carico delle aziende agricole e a dare “maggiore flessibilità” per quanto riguarda il rispetto dei vincoli ambientali.

Così, in sintesi, ha commentato la decisione David Clarinval, ministro belga dell’Agricoltura e presidente di turno del Consiglio Agrifish: “Abbiamo ascoltato i nostri agricoltori e abbiamo intrapreso azioni rapide per rispondere alle loro preoccupazioni in un momento in cui si trovano ad affrontare numerose sfide”.

La revisione della PAC, che rappresenta il principale strumento attraverso cui Bruxelles regola i sussidi destinati al settore, sta procedendo a ritmo spedito, probabilmente per evitare che il malcontento degli agricoltori si trascini fino alle elezioni europee di giugno. Ora che la proposta della Commissione ha ottenuto il via libera del Consiglio, la palla passa al Parlamento europeo, che ha utilizzato una procedura d’urgenza per accelerare l’iter legislativo. Salvo sorprese, l’approvazione finale del provvedimento dovrebbe avvenire durante la sessione plenaria di fine aprile, l’ultima prima dell’appuntamento elettorale.

Cosa prevede la revisione della PAC

La revisione riguarda alcuni elementi del regolamento sui piani strategici della PAC e del regolamento sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della politica agricola comune (il cosiddetto “regolamento orizzontale”).

  • Deroghe in caso di condizioni climatiche impreviste

Il testo – secondo il Consiglio europeo – trova un attento equilibrio tra la necessità di mantenere un elevato livello di ambizione ambientale e climatica nell’attuale PAC e di garantire che le preoccupazioni degli agricoltori siano prese in considerazione.

Il Comitato ha approvato le modifiche agli standard relativi alle buone condizioni agricole e ambientali (BCAA) proposti dalla Commissione europea. Le BCAA sono un insieme di nove norme benefiche per l’ambiente e il clima che si applicano agli agricoltori che ricevono sostegno nell’ambito della PAC. Tali standard sono definiti anche condizionalità, dato il legame tra il rispetto di tali requisiti e il sostegno fornito agli agricoltori. Uno dei principali cambiamenti è l’introduzione di una disposizione generale che consente agli Stati membri di concedere deroghe temporanee e mirate a determinati requisiti di condizionalità in caso di condizioni climatiche impreviste che impediscono agli agricoltori di rispettarli.

  • Esonero per le aziende con meno di 10 ettari, da controlli e sanzioni

Una volta all’anno, gli Stati membri dovranno informare la Commissione in merito a tali deroghe. La revisione approvata esonera inoltre le piccole aziende agricole di meno di 10 ettari dai controlli e dalle sanzioni relative al rispetto dei requisiti di condizionalità previsti dalla PAC. Poiché ciò riguarda il 65% dei beneficiari della PAC ma rappresenta solo il 10% circa dei terreni agricoli, ridurrà significativamente l’onere amministrativo relativo ai controlli sia per gli agricoltori che per le amministrazioni nazionali, pur mantenendo gli obiettivi ambientali.

  • Possibilità per due volte all’anno di modifica dei piani strategici dei singoli Paesi

In linea con le precedenti richieste degli Stati membri, la revisione garantirà che i paesi dell’UE possano ora modificare i propri piani strategici della PAC due volte all’anno su base permanente, anziché una volta come avviene attualmente. Ciò fornirà agli Stati membri una maggiore flessibilità per affrontare le mutevoli condizioni. Oltre a ciò, sarà comunque possibile avere tre ulteriori richieste di modifica nell’arco dell’intero periodo di programmazione.

Le proteste non si fermano e anche le ONG criticano il provvedimento 

Nonostante i provvedimenti  presi la rabbia non degli agricoltori non sembra placarsi e, in contemporanea al Consiglio Agricoltura e Pesca, in piazza lo scontento si è trasformato in una nuova manifestazione. La polizia di Bruxelles ha contato 250 trattori tra Place Luxembourg, il piazzale antistante l’Eurocamera e incolonnati su Rue de la Loi, l’arteria che attraversa il quartiere europeo e dove hanno sede le altre istituzioni dell’Unione. Gli agricoltori, chiamati a manifestare da Fugea, Federazione dei Giovani Agricoltori (FJA),  Federazione Vallone dell’Agricoltura (Fwa), Rete di sostegno all’agricoltura contadina (RéSAP) e Coordinamento europeo Via Campesina (Ecvc), hanno puntato verso il palazzo del Consiglio, dove sono riuniti i 27 ministri dell’Agricoltura. Bloccati dal cordone di sicurezza delineato dalle forze dell’ordine intorno alle istituzioni, i manifestanti hanno cominciato a lanciare petardi e appiccare roghi.  “Le recenti proposte della Commissione europea sono insufficienti per affrontare le cause profonde che hanno portato gli agricoltori a protestare in tutta Europea da mesi”, affermano in una nota congiunta Fugea e Via Campesina.

A criticare la mossa delle istituzioni europee è anche una coalizione di 16 organizzazioni ambientaliste, tra cui il WWF. “La Commissione europea ha ceduto alla falsa narrativa che oppone l’ambiente all’agricoltura“, si legge in una lettera congiunta indirizzata a Ursula von der Leyen. Le misure proposte, attaccano le associazioni, “non faranno altro che compromettere proprio i posti di lavoro che la PAC dovrebbe sostenere a lungo termine”.

La Redazione

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