Terrepadane, obiettivo sostenere l’agricoltura del territorio. Bio in primis

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“Servizi tecnici, manageriali, finanziari: il Consorzio è un punto di riferimento, un partner dell’imprenditore agricolo… anche biologico”.  A raccontarci il Consorzio Agrario Terrepadane è Luca Bricchi, Tecnico Agronomico e Commerciale.

Le origini di questa realtà risalgono esattamente al 1900, anno in cui nasce il Consorzio Agrario Provinciale di Piacenza, con l’esigenza di offrire servizi al mondo agricolo supportandolo sia con la fornitura delle merci, sia accompagnandolo verso l’evoluzione che l’agricoltura ha subito con il tempo sempre massimizzando le produzioni. Risale poi al 2014 la nascita del Consorzio Terrepadane che vuole affiancare l’imprenditore agricolo nello sviluppo della miglior strategia anche dal punto di vista economico.

– Qual è l’obiettivo del Consorzio?
L’obiettivo è quello di contribuire allo sviluppo dell’agricoltura nei territori in cui Terrepadane opera, attraverso il supporto alle aziende agricole e zootecniche per la creazione di filiere, fornendo servizi tecnici, manageriali, finanziari, finalizzati alla valorizzazione delle produzioni agricole italiane. Essere partner in tutte quelle che sono le sfide e i cambiamenti sia tecnici che normativi, in un’ottica di continua innovazione nel rispetto della sostenibilità ambientale. Tutto questo, quindi, nel pieno rispetto dell’ambiente e con assoluta garanzia di sicurezza alimentare per la società.

– Il biologico come si inserisce nella vostra attività?
Coerentemente con la mission, il consorzio si è strutturato per fornire tutti i servizi e l’assistenza tecnica necessaria alle aziende biologiche, compreso il ritiro dei cereali bio e la creazione di filiere ad hoc. Circa il 10% dei prodotti per la difesa (funghi e insetti) è biologico.

– In tema biologico, quali sono i principali risultati che avete raggiunto in questi anni?
I cereali ritirati nell’anno 2021 sono pari a 4.659,055 ton, mentre quelli ritirati nel 2020 equivalgono a 5.180,320 ton.
Siamo certificati bio in 4 unità produttive da un ente terzo accreditato (CCPB) in modo che si possano ritirare, stoccare e commercializzare i prodotti (cereali, leguminose e mangimi).

– Come vedete le prospettive del biologico?
Il Biologico rappresenta un tipo di agricoltura che negli ultimi anni si è sviluppato molto (come diffusione) e subirà un incremento significativo da qui ai prossimi 10 anni.

– Quali sono i vostri canali di vendita e come ha impattato sulle vendite l’emergenza Covid-19?
L’emergenza sanitaria che ha caratterizzato la campagna 2020 non ha mai fermato il lavoro di Terrepadane che, nella massima osservanza di tutti i protocolli di sicurezza, fin dall’istituzione della prima ‘zona rossa’ del basso lodigiano, ha continuato a fornire mezzi e servizi agli agricoltori grazie all’efficiente gestione logistica, organizzata in 9 poli e 6 agenzie del territorio.

– In ottica sostenibilità ambientale, che azioni realizzate?
Seguiamo le disposizioni dei disciplinari di lotta integrata e con innovative tecniche di monitoraggio, puntiamo ad un migliore utilizzo delle risorse presenti. Ci avvaliamo anche delle più avanzate tecnologie riconducibili all’agricoltura 4.0 unitamente alla tradizionale esperienza dei nostri tecnici agronomici e alimentaristi.

– Dando uno sguardo al futuro, a che progetti volete dedicarvi?
I nostri progetti sono quelli di continuare nell’incremento del ritiro dei cereali bio, grazie anche all’investimento avvenuto nel 2020 con la costruzione di un centro di stoccaggio cereali presso il Polo di Rottofreno. Si tratta della struttura di dimensioni maggiori di tutto il territorio piacentino, un vero e proprio punto di riferimento per gli agricoltori; una struttura in grado di gestire 100 tonnellate all’ora con una capacità di stoccaggio di 12.000 tonnellate divise in 6 celle da 2.000 tonnellate. Essendo Terrepadane anche produttore di soluzioni all’avanguardia con uno stabilimento di concimi liquidi (Multiliquid), siamo continuamente alla ricerca di formulati in grado di rispondere alle esigenze delle aziende agricole sia convenzionali sia bio.

Stefania Tessari

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