Federbio e Naturland insieme per promuovere il bio

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Choose the European Organic Leaf for a better world. Come? Tramite un insieme articolato di azioni con l’obiettivo di migliorare la conoscenza, il prestigio e il consumo dei prodotti ortofrutticoli biologici verso due paesi target: Italia e Germania. Ecco in cosa consiste il progetto “BEING ORGANIC in EU”, una campagna di promozione proposta da FederBio in collaborazione con Naturland DE, cofinanziata dall’Unione Europea ai sensi del regolamento UE n.1144/2014.

Gli obiettivi del progetto sono stati declinati in tre azioni: aumentare e rafforzare la considerazione da parte del consumatore verso l’agricoltura biologica europea e la sua qualità; aumentare la consapevolezza e il riconoscimento del metodo/standard dell’agricoltura biologica dell’UE; far conoscere il logo biologico dell’UE. Il programma avrà un orizzonte temporale di tre anni e terminerà il 31 marzo 2025.

Le realtà promotrici dell’iniziativa sono FederBio e Naturland, le più importanti organizzazioni di operatori biologici in Italia e in Germania. Partecipano alle attività del progetto anche alcune aziende italiane: Ecor, Vallefiorita, Solleone, Bio Organica Italia, oltre che Bologna Fiere, socio di FederBio.

“Si tratta di un progetto nato da un’esigenza di Federbio in primis – spiega  a GreenPlanet Paolo Carnemolla, Segretario Generale FederBio e coordinatore del progetto – ma ci siamo raccordati rapidamente con Naturland, una delle più importanti organizzazioni di biologico in Germania, che è il nostro partner, per supportare e sviluppare le nostre attività istituzionali, essendo entrambe associazioni che si occupano di promozione, informazione, eventi, comunicazione sull’agricoltura biologica”.

“BEING ORGANIC in EU” mira a contribuire ad un sistema agroalimentare sostenibile a sostegno del “Green Deal Europeo” e delle strategie “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” per avere un sistema alimentare etico, salutare, resiliente dal punto di vista climatico ed ecologico e mettere in risalto le caratteristiche virtuose dell’agricoltura biologica europea, sia in termini di qualità del prodotto sia di sostenibilità, dalla produzione primaria fino al consumatore. Per queste ragioni le iniziative messe in campo dal progetto sono del tutto in linea con gli obiettivi dell’“European Green Deal” e le sue strategie e funzionali alla realizzazione dal “Piano d’azione europeo per lo sviluppo dell’agricoltura biologica”.

Verranno promossi diversi tipi di prodotti biologici, attraverso lo sviluppo di attività dirette verso i gruppi target individuati come strategici per aumentare la conoscenza e la riconoscibilità del logo europeo dell’agricoltura biologica, a livello nazionale e verso i consumatori europei.

“Per gli obiettivi di sviluppo del biologico, indicati anche da Farm To Fork, è necessario far crescere la consapevolezza nel campo del bio – continua Carnemolla – fra gli operatori e anche fra i consumatori, visto che i consumi, data la contingenza della situazione, non crescono come dovrebbero ed è fondamentale che si sviluppino”.

La comunicazione si concentrerà sugli effetti positivi del bio, sullo stile di vita e sulla dieta alimentare, così come sugli effetti positivi delle pratiche di agricoltura e allevamento biologiche sull’ambiente.

Dal punto di vista pragmatico ed operativo, le attività del progetto verranno realizzate già in occasione di SANA, tra l’8 e l’11 settembre a Bologna, in particolare nel corso di Rivoluzione Bio, “un format di due giorni che vedrà la nostra presenza con uno stand istituzionale, e una serie di eventi e convegni”.

Sarà, poi, il turno della giornata europea per agricoltura biologica, il 23 settembre. “E poi, da qui alla fine della prima annualità, a marzo 2023, gli appuntamenti saranno Marca Bologna, a gennaio, Biofach e la Festa del BIO, per concludere con un evento dedicato ai produttori, un’assemblea nazionale, fra febbraio e marzo 2023”. In aggiunta a questi appuntamenti, già dal mese di luglio, sono state organizzate delle iniziative in diversi punti vendita “che coinvolgono anche imprese del nostro settore”.

Stefania Tessari

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