Piattaforma certificata blockchain per l’e-commerce Biolaza

Francesco Luongo

Condividi su:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn

Si chiama Biolaza (www.biolaza.com) ed è il primo e-commerce di food made in Italy che ha alla base una piattaforma tecnologica blockchain che certifica la qualità dei prodotti che vende. Al momento la quota bio oscilla tra il 35 e il 40% ma l’obiettivo è arrivare a vendere il 100% di prodotto made in Italy bio certificato blockchain in quello che potrebbe essere una dei primi ‘mercati decentralizzati’ esistenti al mondo.

Biolaza è nato da una settimana, dopo la costituzione, nel 2020, dell’omonima start up innovativa. Non ci sono esperienze analoghe nel suo genere dal momento che Biolaza non fa da semplice vetrina ai produttori-fornitori ma acquista la merce che vende direttamente da trader online.

“Siamo partiti con una dotazione di ottanta aziende fornitrici, prevalentemente aziende produttrici di ortofrutta – spiega Francesco Luongo (nella foto), CEO della start up, 45 anni con venti anni di esperienza lavorativa nel settore dell’informatica -. Il progetto si divide in due fasi. Adesso siamo alla prima, mentre per attivare la seconda serviranno investimenti ulteriori. In questa fase, per la certificazione blockchain, prendiamo i dati delle aziende e dei prodotti dai cosiddetti ‘quaderni di campagna’, li verifichiamo e li inseriamo nella nostra piattaforma certificata blockchain che si basa sulla piattaforma Waves. In questo contesto facciamo anche storytelling del prodotto che abbiamo studiato e valutato. Alla base di tutto quindi c’è un’elevata qualità della merce in vendita. La seconda fase consisterà nel potere applicare la tecnologia Internet of Things per effettuare direttamente, tramite una rete di sensoristica, i controlli sui prodotti che vendiamo con la garanzia che si tratti di made in Italy di qualità (in futuro 100% bio). L’obiettivo è anche quello di permettere a tutte le aziende fornitrici di esportare direttamente i loro beni senza passare da alcun distributore/importatore”.

Per Mercato decentralizzato, in poche parole, Luongo intende il fatto che ogni produttore rappresenti un attore del mercato che potenzialmente può operare individualmente su scala globale senza doversi appoggiare ad alcun intermediario e a prescindere dalle sue dimensioni aziendali.

“Al momento – afferma Luongo – facciamo tre spedizioni settimanali su Milano e hinterland, appoggiandoci a corrieri. Questo significa che garantiamo consegne in 48 ore. La particolarità del nostro modello di business è che il prodotto una volta arrivato sulla piattaforma viene sottoposto ad un batch control system che permette un check delle partite di prodotto che vengono successivamente dotate di passaporto digitale, una volta superato il test. Insieme alle aziende della Filiera Biolaza stiamo coltivando frutta e verdura locale, gustosa e priva di pesticidi. Garantiamo frutta e verdura 100% italiana con certezza di origine e sana, consegnata comodamente a casa. Domani ci sarà una vasta gamma di prodotti freschi, pronti e trasformati con la certezza e qualità delle nostre materie. E porteremo le nostre eccellenze ovunque, direttamente ai consumatori così come alle attività commerciali”.

Biolaza, che è stata ideata nel 2018 da tre soci, ha intessuto relazioni con oltre 350 aziende agricole e grossisti dei principali mercati ortofrutticoli italiani. “Tante le difficoltà riscontrate – precisa Luongo -, tante le delusioni, tanta la meraviglia di notare quanto fosse difficile riuscire ad avere dati veritieri e qualità certa tra le centinaia di aziende italiane e sopratutto quanto fosse complicato attenerci ai nostri capisaldi ovvero avere prodotto italiano con la sua storia, certezza di origine geografica, rispetto della stagionalità riferita al territorio. Per questo, abbiamo creato una piattaforma tecnologica che ci permetterà una volta che sarà completamente sviluppata, di avere dati certi su tutti i processi delle aziende selezionate nella nostra filiera. Ciò significa coltivare con il controllo di dati essenziali che si traducono con i migliori processi, non trascurando la temperatura, l’irrigazione e la qualità del suolo e dell’aria”.

Mariangela Latella

Seguici sui social

 






Notizie da GreenPlanet

news correlate

INSERISCI IL TUO INDIRIZZO EMAIL E RESTA AGGIORNATO CON LE ULTIME NOVITÀ