Monti, Assobio: con il Ministero per l’applicabilità del Reg.UE

Nadia Monti, association manager di AssoBio

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Il Regolamento UE sul biologico si applica da gennaio e in Italia si attende che il MIPAAF intervenga con i decreti necessari a darvi attuazione. Perché – come riferisce Nadia Monti, association manager di AssoBio, “non è detto che i decreti precedentemente emanati per i Regolamenti 834 e 889 siano immediatamente applicabili con le novità espresse dall’848″. Per questo anche AssoBio, come tutte le associazioni di imprese che operano nel mondo del biologico, sono in contatto costante con il MIPAAF per verificare passo passo come avverrà la “traduzione normativa”. Le associazioni, dunque, restano un ponte per mantenere continuo il confronto tra operatori e Governo, per tentare di scorgere criticità che potrebbero emergere e proporre soluzioni.

“È evidente che il punto di riferimento resta sempre il Regolamento 848 del 2018, ma oggi si aprono tante questioni, ad esempio sul fronte del sistema di gestione delle domande per l’importazione dei prodotti biologici”, sottolinea Monti. L’association manager di AssoBio fa notare che “le imprese stanno vivendo alcune problematiche sul fronte doganale e sull’uniformità di riconoscimenti dei certificati, perché per alcuni qualche incaglio c’è già stato”. L’attesa più grande, dunque, oggi è – appunto – per i decreti attuativi sui quali è difficile ipotizzare date di uscita, dato che anche il tortuoso percorso che la legge sul biologico sta facendo in Parlamento non aiuta ad essere celeri su quest’altro fronte.

Le novità introdotte dal Regolamento 848 sono varie, per Nadia Monti: “Alcune norme sono state semplificate, l’elenco dei prodotti è molto più ampio e, ad esempio, comprende anche il sale e il sughero. Si è intervenuto su un altro aspetto molto critico, ovvero quello della riduzione delle contaminazioni accidentali da pesticidi sui prodotti frutto di terreni biologici a causa della  vicinanza di aree non coltivate con metodo biologico, si è introdotta poi un’apertura per i fertilizzanti a base biologica”.  Altra novità quella relativa all’uso degli aromi naturali: “In futuro l’impiego sarà limitato ad una categoria di aromi che includerà solo quelli la cui quasi totalità dei componenti aromatizzanti è stata ottenuta da metodo biologico”.  Ma, elencate tutte le novità introdotte dal Regolamento, bisognerà appunto vedere cosa farà l’Italia e come si affronteranno – nella pratica – anche le difficoltà che potranno emergere da aperture senz’altro innovative. Ad esempio, con il Regolamento 848, si potrà ottenere una certificazione di gruppo, permettendo anche ai piccoli produttori di accedere a questa possibilità, unendosi insieme ad altri, ricevendo in questo modo un supporto gestionale e organizzativo. Ma non sarà semplicissimo farlo operativamente, anche perché non è del tutto chiaro come avverrà la vendita dei prodotti attraverso il gruppo stesso. Allo stesso modo si dovrà anche capire come i produttori “più bravi” verranno esentati da verifiche periodiche nei casi in cui essi stessi hanno dimostrato di essere stati corretti e rigorosi negli anni precedenti.

Certamente l’Italia, in questo momento, sul fronte del biologico, è impegnata in una grossa produzione normativa, ma occorrerà essere veloci se l’obiettivo strategico che il Paese si è dato è ancora più ambizioso di quello europeo, e prevederebbe di arrivare al 25% di terreni coltivati biologicamente entro il 2027. Monti si sofferma, a questo proposito, su alcuni dati: “L’Italia è tra i paesi leader nella produzione, ma i consumi sono più bassi rispetto a quelli di altri Paesi; siamo infatti intorno ai 70 euro contro i 180 della Francia”. Da AssoBio, anche per questo, sono convinti che si debbano fare dei passi avanti in Italia sul fronte della comunicazione del biologico, per rafforzare l’affezione verso questo tipo di prodotti e rispondere ai timori scatenati da alcuni scandali legati al passato.

Chiara Affronte

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