Legge sul Bio, si spera in un incontro tra i capigruppo in Commissione alla Camera

Pasquale Maglione

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La votazione alla Camera della legge sul Biologico slitta di almeno altri due mesi ma sul testo rispedito a Montecitorio dopo la votazione al Senato c’è un accordo politico per vararlo senza ulteriori modifiche. Ne parliamo con Pasquale Maglione, deputato grillino nonché relatore della legge, in un’intervista esclusiva per GreenPlanet, al fine di capire le tempistiche di questo iter legislativo abbastanza travagliato.

– Perché il voto in aula per la legge sul Biologico, votata mesi fa al Senato, su un testo per il quale è stato raggiunto, peraltro, un accordo politico, non è stato ancora calendarizzato?
“Tenga presente che la calendarizzazione del disegno di legge deve essere richiesta dal primo firmatario del testo normativo, in questo caso la deputata renziana Maria Chiara Gadda. Ricordiamo che di questa legge se ne parla ormai da dieci anni e la sua approvazione è già saltata nella scorsa legislatura. Il testo in esame oggi, è frutto di una sintesi politica e legislativa di quattro progetti di legge preesistenti. Quello firmato dall’onorevole Gadda, un secondo a firma della deputata Susanna Cenni (PD), il terzo di Paolo Parentela, deputato grillino e il quarto di Guglielmo Golinelli (Lega). La prima deputata che ha presentato la legge, all’epoca appartenente al PD, prende il ruolo di prima firmataria”.

– Ma c’è una data per il voto?
“Non entro l’anno. A novembre la priorità è stata accorda al Family Act mentre dicembre è un mese che impegna il Parlamento sulla legge di bilancio. Il mio auspicio è che possa essere votata entro i primi tre mesi dell’anno prossimo”.

– In che modo può rendere concreto questo suo auspicio, stanti le pressioni per il voto che arrivano da tutte le organizzazioni rappresentative del settore?
“Ho chiesto nei giorni scorsi, in via informale, un incontro con i capigruppo di maggioranza in Commissione Agricoltura alla Camera. L’obiettivo è cercare di capire le tempistiche di questo iter legislativo anche perché se non si vota in tempi brevi, il rischio è che la legge sul Bio salti come è già saltata quella al voto della scorsa legislatura”.

– Che feedback ha ricevuto?
“Tutti riscontri positivi. Confido che l’incontro che ho chiesto possa farsi entro l’anno anche perché poi si dovrà lavorare ai calendari di aula dei primi tre mesi del 2022 nei quali auspico che possa essere inserito il disegno di legge sul Bio”.

– Dopo il ritorno alla Camera del testo votato in Senato, sono stati presentati degli emendamenti?
“Qualche decina ma sono stati tutti respinti. C’è l’accordo politico sul testo votato al Senato ed io stesso ho detto che non accetterò nessuna modifica anche perché questo significa allungare ulteriormente i tempi”.

– Perché è importante che questa legge venga approvata, così com’è, al più presto?
“È una legge di cui si parla già dalla scorsa legislatura. Il settore Bio, oggi più che mai, ha bisogno di una regolamentazione. Non mi riferisco alle tecniche agronomiche per le quali rinviamo, pari pari, al Regolamento Europeo  del 2018x ma a norme specifiche che possono favorire il settore come, ad esempio, quelle che disciplina i distretti del Bio, il tavolo promozionale per il Bio dotato di un fondo da 12 milioni di euro circa, il marchio ‘Bio italiano’ ecc”.

Mariangela Latella

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