Le sfumature di verde della Tenuta Pojana. Dove il bio è una filosofia di vita

COVER PER RUBRICHE (30)

Condividi su:

Facebook
Twitter
LinkedIn

Affermare che l’elenco delle attività e degli impegni di Mariagrazia Bertaroli è fitto è, a dir poco, un eufemismo. Laureata in Economia e commercio all’Università di Verona e conseguito un master in Digital marketing Food&Wine, nel mondo Agrifood si è sempre occupata di comunicazione, marketing e strategia d’impresa. “Sono una libera professionista in ciò che oggi viene definito ‘creative management’, cioè stabilisco un contatto col cliente, impronto una strategia e creo il team per attuarla. E poi si lavora tutti insieme! Possiedo inoltre una solida esperienza nel Food and Beverage management”.

La passione per l’olivo e l’olio si è concretizzata in un’azienda propria, ma anche con un impegno nel settore che la porta a spendersi in più attività. È infatti assaggiatore professionale di olio, fa parte di diversi gruppi femminili, è co-fondatrice dell’Associazione Nazionale Donne dell’Olio e creatrice di progetti nazionali e internazionali per lo sviluppo delle imprese olivicole italiane. “Nel prossimo futuro renderò operativi gli strumenti di sviluppo e strategia che proprio in questi giorni stiamo presentando sia al MASAF, sia al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e alla Commissione Europea”. Ma andiamo per ordine.

Tenuta Pojana è nata nel 1999 in un’area collinare a ridosso delle Prealpi, un territorio difficile ad est di Verona a cui si giunge dopo aver superato dieci tornanti. Una natura selvaggia che richiede anche sacrifici, ma scelta con convinzione da Mariagrazia e suo marito Guido.

Non dev’essere stato semplice all’inizio…

È vero, ma sapevamo che ce l’avremmo fatta. Abbiamo ripulito terrazzamenti abbandonati e poi piantumato olivi per circa 3 ettari. Non avevamo un background agricolo, ma l’olivicoltura era per noi armonia con la natura e quindi abbiamo iniziato a studiarla. Ci siamo sempre avvalsi di tecnici agronomi assaggiatori e, negli anni, abbiamo percorso solo la strada della qualità ad ogni costo, e questo quasi mai ripaga”.

Anche la scelta della piantumazione non è avvenuta a caso. 

Sì, perché l’azienda è suddivisa in tre appezzamenti distinti e distanti tra loro 4/5 km. Ognuno ha un terreno differente rispetto agli altri e sono ad altitudini diverse, quindi la maturazione delle olive è scalare, appositamente studiata per poter seguire i ritmi di raccolta. Prima si inizia dagli alberi a 150m slm poi quelli a 450m e, infine, quelli a 350m dove si trovano le varietà più tardive.

C’è anche un disegno, per così dire, artistico nella collocazione delle varietà di olive. Giusto?

Esatto. Io sono innamorata delle sfumature di verde, quindi vedere un crinale di collina nelle varie stagioni con diverse sfumature di verde è qualcosa di molto suggestivo. Infatti, quando abbiamo piantumato, abbiamo voluto mettere nella parte più alta i Leccini che sono più verdi, poi sotto i Grignani che sono più argentati. L’olivo lo abbiamo scelto perché era la coltivazione che antropizzava meno di altre il paesaggio. Siamo in zona Valpolicella allargata, con vigneti ovunque, gli unici boschi che ci sono, sono i nostri. L’ulivo per noi era quello che poteva ricreare, anche se con la mano dell’uomo, un paesaggio naturale senza mettere altro di artificiale, come cavi di acciaio e così via.

E la scelta del biologico da che cosa è stata dettata?

Il biologico rappresenta la nostra filosofia di vita. In famiglia siamo sempre stati molto attenti al cibo. L’interesse per la salute mi ha portato a documentarmi negli anni sia sul cibo, sia sugli abbinamenti e i metodi di cottura. Feuerbach diceva “noi siamo quello che mangiamo” e io ci credo molto. Oltre 20 anni fa abbiamo scelto un luogo incontaminato per far crescere i nostri figli. Quindi la scelta del rispetto per l’ambiente e la sua cura, per noi era ovvia. Credo che la nostra sia stata la prima azienda olivicola biologica in Veneto. Siamo consapevoli che bio non sia sinonimo di qualità ma, come già detto, noi la garantiamo. E come noi ci sono tanti olivicoltori non solo appassionati, ma attentissimi ai propri olivi. Ecco perché i piccoli-medi produttori, come anche gli hobbisti (non dimentichiamoli!) sono i custodi di un museo diffuso che è la superficie olivetata italiana. Che non esisterebbe se avessero coltivato solo mais o soia.

Quando siete arrivati avete trovato questo genere di produttori illuminati?

Possiamo dire che abbiamo dato l’esempio, non mi piace usare la parola insegnato, agli altri contadini della valle a raccogliere in anticipo (per tradizione non lo facevano mai prima di San Martino), a potare tutti gli anni con un metodo scientifico, ad assaggiare l’olio… insomma a osservare buone pratiche per andare in direzione della qualità. Sempre piano, senza imporsi e con consigli, altrimenti non funziona. E poi sono una donna! Hai presente una donna che dice a un contadino come deve fare? Te lo lascio immaginare i primi tempi!

Tu e tuo marito non vi occupate solo di quest’attività. 

Certo che no. Però Guido si divide tra la sua professione (riabilitazione per persone con problemi fisici e mentali) e l’azienda. Io seguo la filiera, dalla potatura alla raccolta, dalla spremitura al confezionamento. Abbiamo un agronomo che è anche assaggiatore: sono convinta che in olivicoltura l’agronomo debba essere assaggiatore, perché i profumi nascono sul campo e poi, certo, anche la trasformazione e la creatività in frantoio sono importanti.

Oggi si parla molto di turismo dell’olio e tu ne sai qualcosa. 

Sì, con un manipolo di imprese, nel 2021, ho fondato il primo e ancora unico Consorzio nazionale per il Turismo dell’Olio Evo Dop, Igp e Bio, con sede a Verona ma con aziende in tutta Italia. Il Consorzio poggia su basi di passione e qualità, con particolare cura e attenzione ai territori e paesaggi, oltre che alle persone, per poter garantire ai viaggiatori un’esperienza autentica e ricca di valore. Oggi ne fanno parte circa un centinaio di aziende.

I progetti per il futuro?

Ampliare l’azienda con l’annessione di altri terreni strutturandola per esperienze oleoturistiche. Probabilmente inizieremo dall’anno prossimo. In cantiere c’è anche il frantoio aziendale. Ora portiamo le olive in alcuni frantoi prima che aprano al pubblico e, a seconda della varietà, scegliamo quello più adatto a molirle.

L’extravergine di Tenuta Pojana viene venduto a privati e in negozi selezionati. L’80% va negli Stati Uniti, il 10% in Europa (Paesi Baltici e Germania) e il 10% resta in Italia.

Prezzo per tutte le tipologie di extravergine (Armonia 100% italiano, Monovarietale di Grignano, Dop Veneto Valpolicella): 16€ la bottiglia da 50 cl.

Daniela Utili

Info:

Tenuta Pojana – Località Maronaro, 1 – 37030 Cazzano di Tramigna (VR)

Cell.: +39 347 3461639

info@tenutapojana.com

https://www.tenutapojana.com/

Seguici sui social

Notizie da GreenPlanet

news correlate

Alla scoperta di Podere Borselli

Una valle di vigne e oliveti intercalati agli eleganti cipressi toscani, sotto l’occhio vigile del Monte Amiata: è la Conca d’Oro. Qui, a Montegiovi nel

INSERISCI IL TUO INDIRIZZO EMAIL E RESTA AGGIORNATO CON LE ULTIME NOVITÀ