Al webinar di GreenPlanet la crescita di Biosüdtirol

MICHAEL THINER

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“Sono bio al 100% perché noi 300 agricoltori testardi siamo semplicemente questo. Le nostre aziende agricole sono in media più piccole di cinque campi da calcio messi insieme: per questo possiamo dedicarci all’agricoltura biologica. Consegnamo esclusivamente bio alla nostra cooperativa Biosüdtirol”. È quanto emerge dall’intervento di Michael Theiner – Brand & Communication B2B nel corso del webinar di Greenplanet sull’ortofrutta biologica (vedi news).

“La cooperazione è da sempre uno dei principi che ci guida – ha dichiarato Theiner – tanto che, fin dall’anno della nostra fondazione, abbiamo scelto di aderire al Consorzio delle cooperative ortofrutticole dell’Alto Adige – VOG”.

Partendo da umili origini, dopo la seconda guerra mondiale, il VOG ha saputo affermarsi in breve tempo come la più importante organizzazione per la commercializzazione di mele in Europa. Oggi conta più di 5.000 agricoltori, capaci di produrre 600.000 tonnellate di frutta di qualità su una superficie coltivata complessiva di 11.000 ettari.

“Le nostre mele crescono in un clima particolare: 300 giorni di sole l’anno e notte freschi. Rispettiamo regole severe nella coltivazione, come gli elevati standard imposti da Bioland e AIAB. Il poterci dedicare a frutteti non troppo grandi ci garantisce tempo per la nostra formazione, per continuare ad imparare e accrescere il nostro know how. Il nostro è un sapere antico – già i nostri bisnonni coltivavano mele – che però ha bisogno di essere continuamente alimentato da nuovi saperi per poter produrre anche varietà di mele che sono eccezionali al palato ma difficile da coltivare come per esempio la Natyra”.

Alla nostra domanda sui principali motivi che inducono i produttori a convertirsi al biologico, Thiener risponde: “È vero che il numero degli agricoltori bio aumenta. di stagione in stagione: 30 anni fa siamo partiti in 6, oggi siamo in 300. Questo però non ci deve preoccupare, anzi. Più bio c’è meglio è! I giovani che prendono in mano il maso spesso partono con nuove idee e con il coraggio di cambiare la strada, perseguendo metodi di produzione più sostenibili, sempre più richiesti e che prospettano buoni ritorni dal punto di vista economico. Tuttavia, sono convito che da sola la prospettiva economica non sia sufficiente. Come anticipato dal nostro vice presidente Hartmann, prima si deve cambiare il modo di pensare, solo dopo il modo di coltivare. Io non giudico nessuno per il motivo della conversione, ho molto rispetto per chi vuole cambiare ed è anche pronto ad affrontare eventuali difficoltà. E poi, credo personalmente, che ogni terreno che diventa bio è un passo verso un futuro a misura dei nipoti”, ha concluso Theiner.

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Maria Ida Settembrino

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