IV° Forum ITA.BIO: negli Emirati Arabi il futuro è Bio

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Un mercato ad alto potenziale per il nostro bio Made in Italy: gli Emirati Arabi si posizionano al terzo posto a livello mondiale per crescita prevista del Bio, con tasso medio annuo delle vendite pari al 13,3% per i prossimi 3 anni.

È quanto emerge dal quarto forum ITA.BIO, la piattaforma di dati e informazioni per l’internazionalizzazione del biologico Made in Italy curata da Nomisma e promossa da ICE Agenzia e FederBio.

Gli Emirati Arabi si mostrano un mercato ancora “work in progress” per il biologico, con numeri chiave che segnalano la forte appeal per le imprese italiane.

A causa della morfologia del territorio (il 97% della superficie è desertica), il Paese può contare solo su 4,6 mila ettari coltivati secondo il metodo biologico nel 2019 secondo FiBl (+1189% dal 2010) e 102 produttori (erano solo 2 nel 2010). Crescita che si registra anche per le vendite dei prodotti bio: +39% nel 2019 rispetto al 2016, per un totale di 27,9 milioni di dollari (solo 0,06% della domanda globale di bio).

Secondo Nomisma, sebbene la spesa pro-capite per prodotti biologici in Emirati Arabi non sia consistente (nel 2019 era ferma a 2,94 dollari, dimensioni ridotte che escono dal confronto con i dati di altri mercati, ad esempio, i 59 euro dell’Italia), è ampia la dimensione del carrello Healthy&Wellness, dove il bio rappresenta solo l’1,5% del totale. Cifre, dunque, ancora piccole ma con buoni margini, sia per le previsioni (con un valore CAGR del +13,3% per il periodo 2019-2024) sia per il forte cambiamento in atto nel mercato in relazione agli stili alimentari.

Le prospettive sono da ricondurre ad una crescita costante del reddito medio della popolazione, ma anche e soprattutto ad un cambiamento graduale verso uno stile di vita più sano da parte della popolazione, dove la quota di stranieri (90%) rappresenta un altro elemento di attrattività. I cambiamenti nelle abitudini di consumo hanno portato 1 emiratino su 2 a prestare maggiore attenzione a ciò che mette nel carrello. Il 16% ha iniziato a consumare bio dall’inizio dell’emergenza sanitaria, ma complessivamente è pari al 53% la quota di chi ha incrementato la spesa in bio, grazie ad una maggiore informazione e una migliore educazione sui benefici e sulle garanzie del consumo di prodotti biologici.


In merito ai prodotti alimentari made in Italy, la percezione dei consumatori emiratini è assolutamente positiva, tanto che l’Italia si posiziona al terzo posto nella classifica dei Paesi con prodotti alimentari di maggiore qualità (13% indica Italia). Anche nel bio siamo sul podio: l’11% vede il bio Made in Italy migliore di quello di altri Paesi, ci superano solo Arabia Saudita (21%) e USA (16%). Il posizionamento è alto nel percepito ma la disponibilità a scaffale non è elevata (lo rileva un terzo di chi oggi non ha ancora assaggiato il nostro bio) e quindi se ne conoscono poco anche le caratteristiche distintive (35% dei non users Made in Italy bio).

Per questi motivi, il tasso di penetrazione del bio Made in Italy è relativamente basso (8%).

Altre leve per il Made in Italy bio sono le informazioni di dettaglio del prodotto, come l’utilizzo in cucina e informazioni presenti nell’etichetta, fondamentali per coinvolgere il 27% degli attuali incerti.

Il prezzo è un fattore rilevante per un quarto dei consumatori, tuttavia, l’80% si rende disponibile a pagare di più per avere un prodotto bio con la garanzia del Made in Italy. Le categorie alimentari per cui la qualità biologica e l’italianità sono un binomio vincente negli Emirati Arabi sono l’ortofrutta fresca, i latticini e i condimenti (olio extravergine di oliva e aceto); la pasta è in assoluto il prodotto bio per cui l’origine italiana é/sarebbe più importante. Il futuro è Bio: più di 1 emiratino su 2 intende accrescere l’attenzione sulla salute e sulla qualità del cibo che consuma, per far questo la spesa dei prodotti biologici aumenterà per il 48% dei consumatori.

“Il webinar organizzato per il mercato biologico negli Emirati Arabi chiude una serie di appuntamenti virtuali previsti dal progetto ITA.BIO che hanno riscontrato, sin dal primo focalizzato sugli Stati Uniti, un ottimo risultato sia in termini di aziende del settore partecipanti, sia rispetto all’effettiva utilità e validità delle informazioni condivise da parte di esperti ed operatori del settore nei mercati presi in esame – ha spiegato Anna Flavia Pascarelli, dirigente ufficio Agroalimentare & Vini Agenzia ICE. – Tali risultati confermano l’interesse del progetto ITA.BIO, in collaborazione tra l’Agenzia ICE, FederBio e Nomisma, e l’efficacia della relativa piattaforma digitale quale strumento a supporto del Made in Italy e, nello specifico, dei prodotti biologici italiani. Si tratta di un settore in cui hanno assunto un ruolo fondamentale proprio quelle tematiche di innovazione e digitalizzazione come mezzo per affermare il potenziale e l’attrattività di tale comparto nei confronti dei principali mercati esteri. I mercati esteri rappresentano un’importante opportunità di sviluppo per le aziende italiane dell’agroalimentare biologico. In particolare, gli Emirati Arabi, che attualmente presentano percentuali di vendite marginali, ma si collocano al terzo posto a livello mondiale in termini di crescita prevista nel segmento biologico. Con la Piattaforma ITA.BIO intendiamo fornire alle imprese italiane che vogliono incrementare il posizionamento in questo mercato un supporto concreto che fornisce informazioni e contatti utili per orientare le strategie commerciali. Questo è reso possibile dal lavoro di analisi dei mercati svolto in collaborazione con Nomisma e grazie al sistema ICE e a un desk dedicato attivato da FederBio”.

“Il contributo di ITA.BIO diventa particolarmente rilevante considerando che il comparto biologico è regolato da norme e sistemi di certificazione che, fuori dall’UE e dagli accordi di equivalenza già sottoscritti, necessitano di specifiche competenze, oltre che di relazioni dirette con i sistemi di certificazione locali”, ha sottolineato Paolo Carnemolla, segretario generale di FederBio.

Sostenibile, sicuro, biologico e sano: anche negli Emirati Arabi si confermano i trend di consumo in atto a livello globale. La pandemia e i programmi istituzionali volti a contrastare gli effetti negativi di una scorretta alimentazione hanno acceso i riflettori su queste parole chiave e, in tutto ciò – ha aggiunto Evita Gandini, project manager Nomisma – il Made in Italy è un’eccellenza che il consumatore emiratino riconosce”.

“Grazie agli strumenti di Market Intelligence e Consumer Insight di Nomisma – ha concluso Silvia Zucconi, responsabile Market Intelligence Nomisma – è stato possibile evidenziare su questo mercato complesso e molto dinamico dati, informazioni e strumenti utili al corretto posizionamento dei nostri prodotti biologici. Ancora una volta ITA.BIO si conferma un punto di riferimento per le imprese italiane interessate ad esportare i propri prodotti biologici all’estero”.

La Redazione

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