Impegno dell’UE contro la povertà

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Mentre scade nel 2015 il termine per realizzare gli obiettivi di sviluppo del millennio (OSM), alla Conferenza di Rio+20 è stata avviata l’elaborazione di nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile. La Commissione europea fa appello a un approccio comune che agisca su entrambi i fronti.

Gli OSM si sono rivelati un potente strumento di mobilitazione mondiale nella lotta contro la povertà, ma il problema rimane tra i più pressanti, insieme ai cambiamenti climatici, alla scarsità delle risorse, al degrado ambientale e alla disuguaglianza sociale.

Eliminare la povertà e garantire uno sviluppo sostenibile sono infatti due sfide interconnesse e la comunicazione ‘Un’esistenza dignitosa per tutti: sconfiggere la povertà e offrire al mondo un futuro sostenibile’, presentata il 27 febbraio dalla Commissione europea, propone un quadro globale per affrontarle contemporaneamente.

L’intento della Commissione è raggiungere una posizione comune partendo dalla quale l’UE contribuirà al dibattito in sede ONU e sulla scena mondiale.

Il Commissario europeo per lo Sviluppo, Andris Piebalgs, ha così commentato: ‘E’ possibile eliminare completamente la povertà estrema nel mondo nell’arco di una generazione. Non è questione di risorse: si tratta di avere la volontà politica e un quadro adeguato per farlo. I prossimi due anni saranno cruciali per la comunità internazionale, che dovrà dimostrare di voler realizzare questa ambizione. L’Unione è determinata a giocare un ruolo decisivo e la proposta di oggi (27 febbraio) è un primo passo in questa direzione’.

Il Commissario europeo per l’Ambiente, Janez Potočnik, ha aggiunto: ‘Gli sforzi per eliminare la povertà devono andare di pari passo con lo sviluppo sostenibile, altrimenti risulteranno vani. Per questo motivo la comunicazione propone un unico quadro coerente che assicuri a tutti un’esistenza dignitosa entro il 2030’.

Il nuovo quadro dovrà stabilire un certo numero di obiettivi chiari e illuminanti, con traguardi non solo quantitativi ma anche qualitativi, come standard in materia di istruzione, nutrizione, acqua potabile e aria pulita. Per garantire a tutti un’esistenza dignitosa, i nuovi obiettivi dovranno stabilire un livello di vita minimo al di sotto del quale nessuno – uomo, donna o bambino – dovrà più trovarsi alle soglie del 2030.

E’ essenziale che il nuovo quadro abbracci una serie di tematiche cruciali – standard di vita essenziali, motori della crescita inclusiva e sostenibile, gestione sostenibile delle risorse naturali, equità, uguaglianza, giustizia, pace, sicurezza – e che si applichi a tutti i Paesi, che tenga conto di tutte le categorie di cittadini e che garantisca un partenariato reale tra Stati, societ civile e settore privato, tanto in ambito nazionale che internazionale.

Negli ultimi decenni gli obiettivi di sviluppo del millennio (OSM) si sono rivelati un potente strumento di mobilitazione mondiale nella lotta contro la povertà. Malgrado i progressi ottenuti verso la loro realizzazione, una serie di sfide rimangono aperte e occorre quindi completare l’attuale programma, che termina nel 2015.

Nel 2012 il segretario generale dell’ONU Ban Ki-Moon ha incaricato un gruppo ad alto livello di proporre un programma di sviluppo post-2015. Il prossimo autunno un evento speciale in sede ONU permetterà di fare il punto degli sforzi fin qui profusi verso il conseguimento degli OSM, di discutere come accelerare i progressi fino al 2015 e di cominciare lo scambio di proposte per il futuro.

Contemporaneamente alla Conferenza di Rio+20, tenutasi a giugno 2012, la comunit internazionale ha convenuto di intensificare l’azione per affrontare le principali sfide della sostenibilit e ha avviato un processo di elaborazione di obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS), conferendo il mandato a un apposito gruppo di lavoro aperto dell’ONU. Gli impegni assunti alla Conferenza di Rio+20 vanno ora rispettati.

Entro settembre 2014 verrà presentata all’Assemblea generale delle Nazioni Unite una relazione sugli obiettivi di sviluppo sostenibile e la comunicazione di oggi servir a definire la posizione dell’Unione sulla loro formulazione.

La comunicazione adottata oggi propone di far convergere e integrare quanto prima questi due processi in un unico quadro post-2015.

Il testo il risultato di un ampio processo di consultazione, che ha visto coinvolti gli Stati membri, le parti interessate e il grande pubblico.

L’Unione europea, maggiore donatore mondiale, eroga oltre la met degli aiuti totali allo sviluppo. Al tempo stesso l’Unione il pi importante partner commerciale dei paesi in via di sviluppo e la principale fonte di tecnologie, innovazioni, investimenti e imprenditorialit. Tutto ci significa che l’UE ha dato un contributo significativo al raggiungimento degli OSM. Grazie agli aiuti dell’UE, per esempio, tra il 2004 e il 2010 ben 32 milioni di persone hanno avuto accesso all’acqua potabile, oltre 10 milioni di bambini hanno potuto frequentare la scuola primaria e pi di 5 milioni di bambini sono stati vaccinati contro il morbillo.

L’Unione continuer a battersi per lo sviluppo sostenibile a livello mondiale e a sostenere la transizione verso un’economia verde inclusiva tramite una serie di politiche e interventi condotti sia al proprio interno che sul piano internazionale. 

 

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