Giardini di Giulio, extravergine biologico e identità del territorio. Dalla Toccolana nasce l’olio di comunità 

COVER PER RUBRICHE (8)

Condividi su:

Facebook
Twitter
LinkedIn

Gli oliveti di famiglia? Nessun interesse. Anzi, provava un certo fastidio quando si trattava di andare in campagna, un po’ per forza, un po’ per dovere. Oggi Stefano Di Giulio, oltre ad essere uno dei più apprezzati produttori abruzzesi, si è fatto paladino nella difesa della varietà autoctona regina del suo territorio: la Toccolana. Tanto che da tre anni ha cercato di mettere insieme i produttori della zona con cui quest’anno, per la prima volta, ha sperimentato l’olio di comunità. 

Il territorio

Il centro del paese, Tocco da Casauria (PE), è completamente circondato da olivi. Sessantamila piante di Toccolana, tutte ultrasecolari, e altrettante di Leccino. “Siamo a 350 metri di altitudine, su una collina di travertino – spiega Stefano – e questa è una delle caratteristiche che permette alla nostra varietà di vivere qui da noi e, solo da noi, da millenni. Il sottosuolo è pieno di ruscelli sotterranei, quindi il terreno è sempre ben idratato. In più noi siamo proprio all’uscita della gola dei Tre Monti che divide la zona Monte Morrone-Majella dal Gran Sasso: c’è un vento costante, non invadente, che serve a tenere sempre asciutta questa oliva che soffre moltissimo l’umidità. Si è provato ad impiantarla altrove, ma fuori del nostro territorio di 30 kmq (di cui 10 a Toccolana) non tiene”.

Le origini

Tutto iniziò negli anni ’60 quando il padre di Stefano, fra i pochi nella zona, se non l’unico, a non possedere un pezzo di terra con qualche olivo, volle comprare un piccolo oliveto. Fu amore a prima vista per Ugo Di Giulio, artigiano pastaio, che continuò a comprare terra e olivi. Era diventata una vera passione alla quale dedicava tutto il tempo libero che gli restava dal lavoro nell’azienda di famiglia, pastificio dal 1880 e, dal 1990, diventato centro di distribuzione di materie prime nel settore dell’Arte Bianca. Anche per Stefano, quarta generazione che continua a portare avanti l’azienda di famiglia, l’olivicoltura è diventata passione e lavoro. “Quando sono nato i terreni c’erano già, ma solo da quindici anni mi ci dedico con un trasporto sempre crescente. Anche questa azienda agricola, Giardini Di Giulio, è di famiglia. Siamo io e le mie sorelle: Mariagrazia e Paola”. Dei 6 ettari di proprietà, 3,5 sono olivetati: 300 alberi di Ascolana e 700 di Toccolana.

La svolta

In realtà per Stefano la svolta è avvenuta circa diciotto anni fa. Il padre era già anziano e temeva che, alla sua dipartita, i figli avrebbero venduto i terreni. “Intenerito da questa sua preoccupazione, gli dissi che avrei iniziato ad occuparmene io a patto che mi desse carta bianca. Acconsentì, forse anche perché non vedeva altra possibilità, ma si preoccupò di dirmi: attento a non far ridere la gente. Così iniziai a fare l’agricoltore frequentando innanzitutto un corso di potatura, poi tanti altri tra cui uno per assaggiatore di oli. I primi due anni mi sono serviti per capire dove si sbagliava e, dopo tanti confronti, ho capito che si sbagliava in tutto. Al terzo anno ho cominciato a cambiare: potatura, inerbimento, utilizzo dei nutrienti del terreno…”.

Il padre fece in tempo ad assistere alla vittoria del primo concorso al quale l’azienda agricola Giardini Di Giulio partecipò. “Questa cosa lo rasserenò molto e, orgoglioso del premio, disse che sapeva che sarebbe andata così”.

Una scelta naturale

L’azienda è biologica dal 2019. “In realtà è biologica da sempre. Tanto che un’amica mi chiese perché non prendevo la certificazione. La scelta è stata una naturale conseguenza del fatto che sono appassionato di natura, in particolare di montagna, e ho molto rispetto dell’ambiente”.

L’amore per la natura va di pari passo con l’esigenza di preservare l’identità del territorio. Per questo Stefano è stato promotore di una comunità per salvaguardare l’unicità della Toccolana che è senz’altro un valore aggiunto all’extravergine che se ne ricava. Ci provò dieci anni fa, ma non ebbe subito fortuna e il progetto rimase nel cassetto per un po’ di tempo. Poi, tre anni fa, ripartì con altri due produttori.

Oggi siamo in 34, la maggior parte nuove generazioni. Quest’anno, per la prima volta siamo riusciti a fare l’olio di comunità. Ognuno di noi ha contribuito con una piccola partita di olive raccolte nello stesso momento, dalle 8 alle 10 del mattino, e le abbiamo portate al nostro frantoio di riferimento, quello di Claudio Di Mercurio. È un test, è la prima volta e devo dire che c’è stato un grande entusiasmo. Un servizio sul TGR, nel programma “Buongiorno Regione”, ha destato una grande curiosità, perché dopo la sua messa in onda sono cominciate ad arrivare tante richieste, la gente vuole provare questo olio. Se il test funziona, l’anno prossimo avvieremo un linea di produzione dell’olio di comunità. Intanto abbiamo costituito un’associazione, “Comunità di Prodotto e Territorio Toccolana”, che può fare promozione, divulgazione, tutte iniziative incentrate su questa varietà. Stiamo lavorando affinché venga riconosciuta anche come Presidio Slowfood. Siamo sulla buona strada”.

L’extravergine Giardini Di Giulio viene venduto direttamente dall’azienda ai clienti in Italia e in Europa.

 

Daniela Utili

Prezzo bottiglie da 500 ml:

Monovarietali di Toccolana e di Ascolana: €14

Bag in box (da 3 o 5 litri): 15€/l la Toccolana, 18€/l l’Ascolana

 

Info:

Giardini Di Giulio, punto vendita – Via Municipio, 15 – 65028 Tocco Da Casauria (PE)

Cell.: +39 3388259016

stefanodigiulio@live.com 

https://giardinidigiulio.com/

Seguici sui social

Notizie da GreenPlanet

news correlate

Alla scoperta di Podere Borselli

Una valle di vigne e oliveti intercalati agli eleganti cipressi toscani, sotto l’occhio vigile del Monte Amiata: è la Conca d’Oro. Qui, a Montegiovi nel

INSERISCI IL TUO INDIRIZZO EMAIL E RESTA AGGIORNATO CON LE ULTIME NOVITÀ