Federbio, Assobio e Aiab: Subito la Legge sul Bio

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Concordi nel condannare fermamente le polemiche nate attorno alla legge sul biologico e all’equiparazione del metodo  biodinamico sul piano normativo, le associazioni del biologico – Federbio, Assobio e Aiab – lanciano un appello affinché non ci si lasci distrarre da tali questioni ma si proceda alla rapida approvazione della Legge per non perdere il primato nel settore. Ecco quanto scritto:

L’agricoltura biologica è normata e certificata nell’Unione europea ormai da trent’anni, così come l’agricoltura biodinamica. Sono quindi trent’anni che le normative riconoscono le pratiche agronomiche e i preparati della biodinamica, sottoposta anch’essa al sistema di certificazione obbligatorio: è per questo i prodotti biodinamici riportano in etichetta il logo europeo del bio. È già da quel momento inoltre che le produzioni biodinamiche hanno ottenuto gli stessi finanziamenti previsti dall’Unione europea per il bio, in quanto biologici a tutti gli effetti.

I prodotti biologici e biodinamici sono dunque ottenuti sulla base di normative trasparenti e sottoposti a controlli e certificazione da parte di organismi accreditati, autorizzati e vigilati da Autorità pubbliche nazionali. Come non avviene per la maggior parte dell’agricoltura convenzionale e dei prodotti alimentari consumati anche in Italia. Il disegno di legge approvato alla Camera nel 2018 e dal Senato a maggio 2021, di fatto all’unanimità, è una straordinaria occasione per l’agricoltura italiana, già oggi leader in Unione europea e nel mondo per la produzione biologica e biodinamica. Le nuove politiche europee per il Green Deal con la strategia Farm to Fork e il Piano d’azione Europeo per il biologico mirano infatti a una crescita consistente del settore per poter cogliere i benefici ambientali e sociali e prevedono di conseguenza un adeguato sostegno economico dedicato a questa agricoltura sostenibile certificata. Solo i Paesi europei che sapranno attrezzarsi per cogliere anche questa opportunità potranno utilizzare risorse economiche per il sostegno all’agricoltura, la promozione dei prodotti alimentari e la ricerca che l’Unione europea ha espressamente vincolato all’agricoltura biologica e biodinamica, con il Piano d’Azione Europeo per il biologico approvato recentemente. Nel nostro Paese abbiamo oltre 80.000 aziende biologiche e una percentuale di terreni bio doppia rispetto alla media europea: siamo infatti a circa il 16%. È un primato conquistato grazie all’impegno di tanti agricoltori, spesso giovani, e di numerose aziende della filiera che hanno creduto nella scommessa di conciliare il legittimo interesse d’impresa, il bene pubblico della difesa del suolo, il benessere di chi sceglie di portare sulla sua tavola alimenti prodotti senza far uso di prodotti della chimica di sintesi. Al tempo stesso però l’Italia ha accumulato un rilevante ritardo proprio sul versante della ricerca, dello sviluppo di un consumo consapevole e di una cultura del cibo e dell’ambiente che sostenga le imprese bio. Per questo la rapida chiusura dell’iter parlamentare della legge è un fatto rilevante per il futuro stesso dell’agricoltura italiana e la sua transizione ecologica. Una parte del mondo scientifico e accademico anche in occasione della discussione al Senato e in previsione dell’ultimo passaggio parlamentare alla Camera ha sollevato forti perplessità, se non netta contrarietà, rispetto alla equiparazione fra agricoltura biologica e biodinamica. In realtà la biodinamica fa parte dei Regolamenti europei del bio fin da luglio 1991 e nel disegno di legge è stata inserita proprio in quanto già oggi certificata biologica. Gli stessi preparati biodinamici, descritti come pratiche esoteriche, sono in realtà mezzi tecnici iscritti nell’elenco dei prodotti ammessi per il biologico dai Regolamenti UE e regolarmente autorizzati al commercio dai decreti ministeriali in vigore nel nostro Paese, su cui tra l’altro è in corso un’attività di ricerca scientifica e molte pubblicazioni nel merito. Inoltre, lo scopo della legge, come sostenuto anche dalle stesse strutture del Ministero deputate al controllo, è quello di consentire che la pratica agronomica dell’agricoltura biodinamica faccia riferimento, oltre che al Regolamento Europeo sul biologico, anche alla specifica legge nazionale di settore e non ai soli disciplinari privati, che tuttavia già oggi sono molteplici e anche molto diversi fra loro. Già oggi, anche in Italia, l’agricoltura biologica e biodinamica sono quelle dove operano maggiormente giovani e donne, dove si registrano un grado d’istruzione, una competenza digitale e una vocazione al mercato più avanzati. Con un mercato che a livello mondiale vede una crescita rilevante e di cui al momento non si prevedono battute d’arresto, soprattutto i cittadini più giovani hanno la consapevolezza della necessità che il nostro cibo provenga da forme di agricoltura e allevamento rispettose dell’ambiente, del suolo e della biodiversità. Se l’Italia con la sua tradizione anche accademica quale pioniera dell’agroecologia, la sua impareggiabile biodiversità e naturale vocazione per l’agricoltura biologica, vuole mantenere una leadership a livello mondiale non può che dotarsi di una legge quale quella votata al Senato lo scorso 20 maggio, strumento indispensabile per un futuro ancora più trasparente e organizzato di un settore che entro il 2030 dovrà rappresentare non meno di un quarto di tutta l’agricoltura dell’Unione europea.

Fonte: Ufficio stampa FederBio

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