Escluso il contagio da Coronavirus attraverso prodotti e oggetti

Coronavirus

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Viene segnalato un atteggiamento di prudenza tra alcuni (pochi) importatori e i distributori europei di ortofrutta nei confronti delle esportazioni dall’Italia a causa del Coronavirus.  È un atteggiamento privo di qualsiasi motivazione plausibile.

Massimo Andreoni, professore di Malattie Infettive all’Università Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali, uno dei massimi esperti italiani in materia, ha rilasciato al Corriere della Sera una dichiarazione che esclude che il virus possa trasmettersi da oggetti, prodotti, superfici. Ecco la sua dichiarazione sull’argomento: “È in tutto e per tutto un virus respiratorio che passa da un individuo all’altro trasportato dalle goccioline emesse con tosse e starnuti. Si introduce nell’organismo utilizzando tre vie, bocca, naso e in misura minore occhi. Il contagio diretto attraverso le mani può avvenire solo se stringiamo la mano di una persona malata che ha appena starnutito e portiamo le mani al viso. È una sciocchezza che il virus sopravviva a lungo al di fuori delle cellule umane e resti aggressivo depositandosi sulle superfici. Quando è nell’ambiente perde la sua carica infettiva e diventa praticamente innocuo. Insomma se si trova su un oggetto, ad esempio una maniglia contaminata due giorni prima dalle goccioline, non è pericoloso. E poi spieghiamo che per essere contagiati il contatto con il malato deve essere ravvicinato e rapido, circa a un metro e mezzo di distanza, e non è detto che un contatto stretto equivalga all’aver preso il coronavirus. Se poi siamo all’aperto e vediamo un passante che tossisce non facciamoci prendere dal panico. È davvero difficile che le goccioline arrivino fino a noi. Dobbiamo dirlo chiaramente. Tanti comportamenti cui stiamo assistendo in questi giorni sono immotivati”.

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