Editoriale del 02.11.2011: Il peccato di un’Italia senza bussola

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Nelle ultime settimane è ancora più netta l’impressione di vivere in un’Italia che ha perso la bussola, un’Italia in crisi grave, non solo economica ma anche di identità, un’Italia che, come sistema, non riesce più a scegliere, fa errori nel presente e non progetta il suo futuro.

Istituzioni e banche hanno persino smesso di fare finta di sostenere i giovani che hanno idee per il futuro. La crisi economica induce una classe dirigente inadeguata e inconsapevole a fare tagli che minacciano il presente, persino la salute pubblica.

Ma come si fa a risparmiare, in maniera sconsiderata, sulla qualità dei cibi dei bambini nelle mense scolastiche? Come si fa a servire loro a tavola carne non fresca, confezioni scadute, frutta avvizzita? Eppure (dopo che era avvenuto per gli aiuti al Terzo Mondo, con cibi e persino medicine scadute o prossime a scadere) sta accadendo in province ricche come Verona, secondo Mario Santinato, consigliere di minoranza nel consiglio di amministrazione dell’Agec, l’agenzia che in un anno fornisce quasi tre milioni di pasti in 149 scuole veronesi.

La denuncia è in linea con quanto viene riferito in altre province tra le più avanzate quanto a servizi sociali come Bologna (pensiamo a cosa succede altrove!) dove si stanno tagliando i cibi biologici nelle mense pubbliche perché troppo cari. Il peggio è che non si danno spiegazioni, non si inseriscono le difficoltà del momento in un quadro di rilancio, non si fanno delle scelte, anche dolorose, finalizzate a raggiungere un obiettivo di miglioramento. No. Ognuno nel suo piccolo, cerca di portare l’acqua al suo mulino, a danno di un sistema sempre più in crisi. Se è vero che il futuro passa da alcune strade obbligate, perché non si lanciano piani per intraprendere queste strade con decisione, anche solo con le risorse disponibili? Una di queste strade è la green economy, sono le energie rinnovabili. L’Italia è piena di giovani con idee al riguardo e vuota di iniziative a loro sostegno. Che peccato!

Antonio Felice

editor@greenplanet.net  

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