Conferme e stimoli per Almaverde Bio dal webinar di GreenPlanet

PAOLO PARI

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Conferme e stimoli anche per l’attività di Almaverde Bio. Ecco cosa giunge dall’indagine trade realizzata in esclusiva per GreenPlanet da SGMarketing su 10 insegne della distribuzione, con proiezioni al 2023, insieme ad uno store-check compiuto in 16 punti vendita (vedi news).

Paolo Pari, Direttore di AlmaVerde Bio, è intervenuto nel corso del secondo seminario online per la serie “Gli appuntamenti di GreenPlanet” sull’ortofrutta biologica. La ricerca, secondo Pari, conferma che la motivazione di acquisto trova un valore del biologico che costituisce “un driver, esso stesso. Se poi lo andiamo ad unire all’origine italiana o ai prodotti locali o tipici è portatore di ulteriore valore”.

Un’altra osservazione di Pari, sulla ricerca di SGMarketing: “L’ortofrutta qualifica il punto vendita, offre la possibilità di attrarre nuovi consumatori e svolge un ruolo strategico per fidelizzare il consumatore e aumentare la percentuale di consumo”.

Pari traccia, poi, una sintesi delle esigenze dei buyer della GDO “nella necessità di operare con dei piani di categoria che prendono in considerazione gli assortimenti anche clusterizzati per metratura di punto vendita”.
Tali assortimenti dovrebbero configurarsi nel seguente modo: assortimenti basici a cui si possono aggiungere prodotti stagionali tarati in funzione degli spazi di vendita, ma comunque sempre continuativi. L’idea è che si crei un’area impattante che intercetti la clientela e sia assolutamente distinguibile dagli altri reparti.

“Quest’esigenza va di pari passo con la comunicazione” che va curata.
Sul tema promozionali, Pari si esprime così: “crediamo nella possibilità di fare delle promozionali continuative che servono per rassicurare e premiare il consumatore”.

Uno spunto offerto al termine del suo primo intervento sottolinea l’opportunità di valutare di affiancare, all’ortofrutta confezionata, l’ortofrutta sfusa, che “valorizzerebbe un sottoprodotto, che potrebbe presentarsi al consumatore con dei prezzi più contenuti rispetto ad un top di gamma.”

Isole Almaverde Bio
Pari ha, infine, dedicato l’attenzione al progetto Isole Almaverde Bio, declinato in tre format di gestione: si tratta di un progetto di Isole dedicate all’ortofrutta biologica sfusa nei punti vendita della GDO che permette “di raccontare molto bene il prodotto e di andare a valorizzare, nell’offerta biologica prodotti che hanno aspetti qualitativi con piccoli difetti”.

Secondo i format previsti per Isole Verdi, è possibile vendere ortofrutta biologica sfusa anche in punti vendita non specializzati purché vengano rispettate alcune linee guida: realizzazione di un’area dedicata e bene identificabile, dotazione di bilancia dedicata, sacchetti personalizzati, certificazione.

Come sottolineato da Pari, “una corretta offerta di ortofrutta biologica significa una gamma più ampia e profonda, un migliore rapporto qualità/prezzo e un’opportunità per migliorare il servizio e aumentare il numero dei consumatori in un mercato ancora in crescita e con potenzialità inespresse”. Il progetto può essere portatore di elementi innovativi, tra cui il presidio della vendita come momento informativo e di promozione a favore del consumatore. Infatti, “la comunicazione al
consumatore è necessaria e deve essere orientativa affinché si possa bene informare”, spiega Pari.

Nello specifico vengono proposti tre format di vendite: Isola con vendita assistita, Isola con vendita presidiata (con assistenza alle vendite limitata alle fasce orarie di maggiore affluenza) e Isola a libero servizio (con personale impegnato per 4 ore al mattino).

Quesiti finali
Alla domanda da parte del pubblico da remoto di commentare la richiesta del Senato, nell’ambito del procedimento legislativo per la riforma della legge sul bio, di armonizzare il sistema attuale di certificazione e controlli, Pari risponde: “Si entra in un campo non facile. Il biologico gode di un suo sistema specifico di certificazione e di controllo che va sicuramente sfoltito e reso meno macchinoso, ma non impoverito. Deve mantenere la sua connotazione di assicurazione di qualità. Ben vengano le operazioni che possono semplificare la burocrazia, ma attenzione a non impoverire le garanzie che assicura”.

Pari, inoltre, aggiunge: “Il consumatore deve sapere che esiste il sistema di certificazione e controlli ed essere rassicurato che quel sistema sia in grado di garantirgli la veridicità di quello che c’è scritto sull’etichetta. Bene la semplificazione, ma non la
banalizzazione, altrimenti si perde quel valore che è il driver di chi acquista l’ortofrutta bio”.

Sull’“equiparazione” tra biologico e biodinamico, Pari si esprime così: “La legge sul bio è passata con la maggioranza assoluta al Senato. Non vedo perché alla Camera debba essere rimessa in discussione perché c’è l’equiparazione del biologico al biodinamico”.

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Stefania Tessari

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