Il futuro c’è, a patto di essere  specialisti a 360 gradi

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Ho letto i dati presentati da CSO Italy e ne sono contento. A settembre il segmento del biologico ortofrutticolo in Italia è tornato a mostrare vitalità, confermandosi un driver importante nei consumi. Gli acquisti hanno superato le 58 mila tonnellate, in aumento del 11% sul 2024. Il dato a valore conferma questa dinamica espansiva: la spesa delle famiglie italiane per l’ortofrutta bio ha raggiunto i 139,1 milioni di euro, in crescita del 10% sul settembre 2024.
Ancora più significativo il dato sui primi 9 mesi del 2025: gli acquisti hanno sfiorato le 452 mila tonnellate, registrando un aumento del 14% rispetto al 2024. Il dato rappresenta la miglior performance degli ultimi tre anni e, soprattutto, conferma un risultato storico: dall’1 gennaio al 30 settembre il biologico ortofrutticolo ha raggiunto l’11% dei volumi totali, la quota più alta da quando in Italia è disponibile la serie storica dei dati.
Dal mio osservatorio posso dire che non conosco un mercato europeo dove il biologico non sia cresciuto tra il 2024 e il 2025. La Germania, che resta il mercato principale, ha conosciuto un aumento dell’8%, un valore molto alto per un Paese di oltre 80 milioni di abitanti.
Se ci fermassimo a valutare solo gli acquisti non potremmo che essere ottimisti, sì, ma faremmo come gli struzzi che nascondono il viso sotto la sabbia. Se guardiamo la realtà a 360 gradi vediamo subito i non pochi aspetti preoccupanti che condizionano i mercati in generale, tutti i mercati. Il clima è incerto, il consumatore è preoccupato e, di conseguenza, prudente.
Sono uno specialista delle mele in quanto responsabile per il biologico del Consorzio VIP della Val Venosta, che delle mele bio è il primo produttore in Europa. Per il raccolto 2024/25 abbiamo goduto di condizioni favorevoli, con importanti concorrenti europei che avevano prodotto scarso e alcune aziende che hanno chiuso i battenti per mancanza di un risultato economico sufficiente, mentre i nostri produttori hanno ottenuto liquidazioni positive. Lo scenario per il raccolto 2025/26 si profila completamente diverso. Il raccolto europeo è importante e abbiamo una forte concorrenza all’estero, in Paesi come Germania e Austria. Per noi, che vendiamo il 25%  di mele bio in Italia ma il 75% all’estero, è una sfida, addolcita da due fattori: abbiamo qualità elevata e i nostri concorrenti nazionali non hanno un raccolto forte.
Abbiamo fatto un percorso prima e più completo di altri, affrontando tutti gli aspetti della produzione biologica, della scelta varietale, dell’organizzazione di magazzino e di un servizio top alla clientela, ai nostri partner della distribuzione. Questo vale per tutti ed è una considerazione generale sul biologico: il futuro c’è per il bio a patto di essere specialisti a 360 gradi.
 
Gerhard Eberhöfer – responsabile bio di VIP

Notizie da GreenPlanet

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