Un olio toscano si aggiudica il Premio Biol

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Parla toscano, spagnolo e pugliese il podio del XXI Premio Biol, il concorso internazionale per gli extravergini biologici che ha emesso i suoi verdetti lunedì 21 marzo a Lecce. Ai vertici dell’annata olivicola bio due oli, ex aequo sul gradino più alto: il fiorentino ‘Guadagnolo’ della Fattoria Ramerino, e l’andaluso ‘Picual’ dell’azienda Castillo de Canena, che ha una doppia caratteristica: è un biodinamico – e per la prima volta un olio certificato Demeter vince un Biol – proveniente inoltre da una cultivar finora molto sottovalutata.

Al terzo posto, il pugliese ‘Eccelso’ dell’azienda andriese Agrolio (che si aggiudica dunque anche il Biol Puglia e il Biol Coratina). Se questi sono risultati i migliori assoluti dell’ultima annata tra i 401 oli in gara da 16 Paesi, ad aggiudicarsi il Premio BiolPack (miglior accoppiata etichetta-packaging assegnato da una specifica giuria di esperti in comunicazione e marketing) lo spagnolo ‘Soleale’: grazie alla sua etichetta anche in braille ha prevalso sul portoghese ‘Reserva de Familia’ e sul viterbese ‘Tamìa’ della coop. Colli Etruschi.

La proclamazione dei vincitori è avvenuta al museo Must in una spettacolare cornice formata dai bambini della Giuria BiolKids: progetto che con percorsi formativi e laboratori d’assaggio di oli bio ha coinvolto in sette regioni (Puglia, Calabria, Campania, Lazio, Sardegna, Emilia Romagna e Liguria) oltre 1.300 ragazzi di quarte e quinte classi di 27 scuole primarie. E 50 di loro hanno formato il baby panel che ha affiancato i giurati senior per assegnare il BiolKids all’olio preferito dai ragazzi: il greco ‘Olvia’.

‘L’ex aequo del primo posto – ha commentato il coordinatore del Biol Nino Paparella – si deve ad almeno tre fattori combinati: cicli di assaggi anonimi, schede di valutazione estremamente articolate per complessità di parametri, e una Giuria internazionale di ben 31 esperti. Un mix che può portare a un caso raro di votazioni finali coincidenti fino all’ultimo decimale’. In quella che è stata un’ottima annata produttiva, ‘le eccellenze in gara – ha proseguito – confermano come l’agricoltura biologica e biodinamica siano fondamentali non solo sotto i profili etico e ambientale, ma anche per migliorare la qualità del prodotto.

Principio confermato anche a livello locale, visto l’alto profilo dei pugliesi ‘padroni di casa’: oltre al citato terzo posto, emblematico il premio Biol Salento al ‘Tenuta Tresca’ dell’omonima azienda di San Cassiano. Un riconoscimento all’olivicoltura di una terra che, pur lottando con la Xylella, esprime oli di grandissimo pregio: proprio come sostenuto nello slogan che ci ha accompagnati quest’anno: Evo always healthy, extravergine sempre sano”.

Il Premio Biol è patrocinato da Ministero delle Politiche Agricole, Comune di Lecce, Ifoam, AgribioMediterraneo, Associazione BiolItalia e Consorzio Puglia Natura.

 

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