Torino ‘ripensa’ i polmoni verdi sul Po

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Il masterplan di Parco Michelotti, polmone verde sulle sponde del Po lato corso Casale a Torino, da tempo un po’ in disarmo, è stato illustrato qualche giorno fa in giunta comunale dall’assessore all’Innovazione Enzo Lavolta, che lo ha collocato all’interno delle iniziative che la città sta portando avanti nell’ambito del progetto Smart Cities.

‘Per ora si tratta di una suggestione’, ha precisato Lavolta a sottolineare che tutti gli aspetti progettuali – e soprattutto finanziari – sono ancora da definire. Però un abbozzo di progetto c’è. L’ha messo a punto l’associazione ‘Più con zero’, una sorta di banca del tempo che si propone di svolgere una funzione di primo soccorso per le organizzazioni culturali del Piemonte.

Un piano da due milioni di euro – da cercare per forza di cose tra investitori privati – che dovrebbe riportare in vita un’area depressa riutilizzando le strutture esistenti, memoria del giardino zoologico, e recuperandole ad attività artistiche, culturali e teatrali in un’ottica di sostenibilità energetica ed ambientale.

L’idea è assegnare al parco una specifica vocazione turistica e di wellness, di produzione culturale, artistica e teatrale al fianco di interventi integrati per la produzione di energia da fonti rinnovabili, così da permettere l’autosufficienza economica dei costi di riqualificazione, manutenzione e gestione.

Lungo le rive del Po dovrebbe così sorgere un’area multiuso, con verde attrezzato e solarium, giochi per i bambini, laboratori polivalenti, la biblioteca, un teatro e attrezzature sportive.

 

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