Simonte Bio: la scelta del biologico è stata premiata

Francesca Simonte

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Un’azienda di tre generazioni che da quasi vent’anni si è votata al biologico, questa è la Simonte Bio. “Abbiamo fatto un passo indietro per andare avanti – spiega Francesca Simonte, titolare della realtà di Dattilo in provincia di Trapani – la nostra scelta è stata quella di trovare e riprendere i grani antichi, cercando sia dagli anziani, che sono la nostra storia, sia con un progetto di recupero effettuato dall’Assessorato”.

I grani coltivati sono principalmente il Timilia, il Maiorca e l’Evolutivo, ma è il clima a decidere il buon andamento dell’annata, per questo nel territorio trapanese vi è un forte scambio fra gli agricoltori riguardo i semi da piantare, che di anno in anno possono essere diversi.

Il territorio è parte fondamentale per questa azienda, che non vuole definirsi semplicemente di Dattilo, ma della valle ericina, tant’è che ha registrato con il marchio Valle di Erice la lenticchia bio, che potrebbe somigliare per piccole dimensioni a quella di Pantelleria e che, grazie al terreno e al vento tipico della zona, è di grande qualità e ricca di proteine.

Fiore all’occhiello l’aglio rosso di Nubia, raccolto in circa 400/500 quintali ancora verde.

Non solo cereali, grani e aglio, ma anche colture SlowFood con il pomodoro pizzutello valli ericine e il melone di paceco nei complessivi 120 ettari della Simonte.

La decisione di votarsi al biologico è stata premiata, infatti la Simone Bio vende in tutta Italia direttamente a quelle che possono essere definite boutique del gusto, ma anche tramite piattaforma.

Anche il packaging è naturale, infatti i prodotti sono venduti sfusi, in carta o con un intreccio ecosostenibile come le foglie che racchiudono l’aglio.

Giuliana Avila Di Stefano

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