Ravaioli: Gestione circolare per il modello agricolo italiano

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Partendo dal presupposto che il modello produttivo italiano non potrà mai fondarsi su un tipo di agricoltura intensiva ed estensiva per il suo stesso tessuto strutturale, caratterizzato da aziende di medio-piccole dimensioni e da elevati costi del lavoro, la presidente dell’Associazione Nazionale Donne dell’Ortofrutta Alessandra Ravaioli ha sostenuto la necessità per l’agricoltura nostrana di puntare sull’eccellenza.

“Il modello produttivo italiano deve avere peculiarità uniche e identificabili”, ha dichiarato Ravaioli durante il suo intervento in occasione della presentazione dell’Osservatorio i Freschissimi del 17 settembre a Bologna. “A tal fine – ha aggiunto Ravaioli – è importante pensare ad un approccio circolare in cui ciò che si produce non lasci un’impronta ambientale: occorre in tal senso un piano nazionale in grado di favorire modalità efficienti di gestione del suolo, una conoscenza profonda della neurobiologia vegetale e la gestione circolare con il riutilizzo del packaging”.

Il sistema produttivo a cui la presidente dell’Associazione Nazionale Donne dell’Ortofrutta fa riferimento si basa su una concezione alternativa che coinvolge economia, cultura, sistemi naturali, ambiente; un approccio innovativo che guarda al futuro, ovvero all’agro-ecologia.

Nell’ottica di costituire un sistema integrato e sostenibile lungo tutta la filiera, una questione importante è rappresentata dall’uso delle plastiche.
“Ci sono modelli ampiamente utilizzati che si basano sul riutilizzo degli imballaggi (penso a CPR System) in un’ottica di circolarità – ha detto a tal proposito Ravaioli -. Se questo modello fosse applicato su tutta la filiera, a partire dalla raccolta, sicuramente ne gioverebbe l’ambiente”.

Infine, toccando un tema a lei molto caro, la comunicazione, Ravaioli ha concluso: “Anche in chiave marketing, con la banalizzazione del bio e la demonizzazione delle produzioni intensive, occorre conquistare il consumatore e tranquillizzarlo contro eccessivi sensazionalismi, perché se è vero che l’agricoltura è responsabile di un quarto del gas serra mondiale è altrettanto vero che la produzione vegetale è alla base della sostenibilità degli alimenti”.

Concludendo, fertilità della terra, biodiversità, difesa biologica e uso di plastiche riutilizzabili sono dunque, secondo la rappresentante delle Donne dell’Ortofrutta, le chiavi dell’innovazione dell’agricoltura del futuro.

Chiara Brandi

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