Piva (CCPB): Necessari controlli rigorosi ma semplificati

Fabrizio Piva

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Alla luce di un’attenzione sempre più forte da parte dell’Ue al biologico, indagare prospettive, opportunità e strumenti offerti dalla sostenibilità in agricoltura appare prioritario. Abbiamo raccontato, in questo articolo, il convegno “Pac e biologico: l’impatto sul mercato”, organizzato a B/Open, rassegna B2B di Veronafiere dedicata al bio food, dal CCPB, ente di certificazione del settore. Sono intervenuti: Riccardo Meo, di Ismea in merito a “Gli interventi del PSN per valorizzare le produzioni bio sul mercato” e Gabriele Canali, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, sul tema “Verso la nuova PAC: obiettivi e strategie per il bio italiano”.

Il Professor Canali ha individuato sinteticamente gli obiettivi strategici del Green Deal e della Farm to Fork. Tra questi: l’importanza di un sistema agro-alimentare robusto e resiliente, il valore della sostenibilità del sistema agro-alimentare è sempre più elevato ed evidente, l’importanza di temi quali la salute, l’ambiente, temi di sostenibilità sociale e dimensione etica, e fare del sistema agro-alimentare europeo il nuovo standard globale di sostenibilità.

Fabrizio Piva, Amministratore Delegato di CCPB Srl, ha rilasciato a GreenPlanet alcune dichiarazioni a questo proposito: “È un momento di grandi opportunità per il biologico. Non solo per l’attenzione alle produzioni sostenibili e a basso impatto ambientale, ma anche per le risorse che la Politica Agricola Comune (PAC), la strategia Farm to Fork dell’Unione europea metteranno in campo nei prossimi anni”. Ecco che appare importante individuare un obiettivo comune. Piva lo individua nel garantire che “prodotti di qualità e sostenibili possano più facilmente entrare nei mercati nazionali e internazionali e incontrare l’attenzione dei consumatori”.

Che ruolo assume la certificazione in questo contesto? “È fondamentale: i controlli devono rimanere rigorosi ma anche essere semplificati, in modo che si rafforzino le garanzie per il mercato senza barriere d’accesso al biologico”.

È chiara la raccomandazione finale: “Il nuovo reg. UE 848 del 2018 non deve tradursi in un aumento della burocrazia per gli operatori biologici, come invece sembrano esserci tutti i presupposti in ambito italiano, e la nuova PAC non deve tradursi in una ‘rendita per il biologico’ ma, piuttosto, un aiuto concreto allo sviluppo del mercato”.

Stefania Tessari

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