Nonostante il tempo successo dei biohotel

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A cavallo di Ferragosto, Greeenplanet ha visitato i biohotel dell’Alto Adige. Dai prossimi giorni pubblicheremo, a puntate, un report da ogni singola località. In sintesi, possiamo anticipare che le sorprese non sono state poche, soprese positive.

L’estate forse più piovosa degli ultimi 50 anni non ha portato meno visitatori a queste strutture alberghiere che hanno una marcia in più: garantiscono un ‘pieno’ di natura e di naturalezza, un soggiorno in armonia con il paesaggio e la gente del luogo, attrattive legate all’ambiente, alle tradizioni, alla storia e alle cucina locale.

In Valvenosta il calo dell’afflusso nei 3 biohotel certificati della vallata è stato minimo nell’estate, nonostante le temperature sotto la media stagionale e le giornate coperte in numero più importante del consueto. In Val Pusteria non si è registrato alcun calo. Non si hanno dati sulla Valdadige, dove tuttavia la cucina biologica ha fatto passi da gigante.

Si può affermare in generale, senza tema di essere smentiti, che il turismo bio è come il cibo biologico, in contro-tendenza, una vera risorsa, per l’ambiente e per l’economia. In settimana pubblicheremo la prima puntata sul Landhotel Anna di Silandro, Val Venosta, e entro la fine di SANA, il prossimo martedì, la seconda puntata sul Taubers Vitalhotel di San Sigismondo, Val Pusteria.

 

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