Milano si mobilita per la Giornata Mondiale dell’Acqua

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Il 22 marzo si celebra la Giornata mondiale dell’Acqua, l’appuntamento promosso dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sulla crisi idrica. Il tema di quest’anno è ‘Nature for Water’, che indica nelle soluzioni basate sul ciclo naturale dell’acqua la strada per risolvere buona parte dei fattori di criticità legate all’accesso all’acqua.

Lo stato di salute dell’acqua è strettamente connesso con quello dell’ambiente: oggi è in pericolo almeno il 65% delle aree boschive e si stima che dal 1900 sia andato perso circa il 64-71% delle zone umide naturali. Circa 1,8 miliardi di persone vivono in territori che si stanno desertificando, mentre 1,2 miliardi sono a rischio di inondazioni: nel 2050 potrebbero essere 1,6 miliardi, quasi il 20% della popolazione.

A Milano, dal 15 al 25 marzo il Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della metropoli lombarda, che ogni giorno serve oltre due milioni di utenti, parteciperà ai più importanti eventi, convegni e dibattiti organizzati per parlare dell’oro blu e delle sfide che i cambiamenti climatici, la modernità e gli stili di vita sempre in evoluzione della società di oggi impongono.

Dalle tecnologie applicate all’innovazione delle rete idrica alla qualità dell’acqua del rubinetto, dal Water Safety Plan, rivoluzionario sistema di analisi dell’acqua che la monoutility ha adottato per prima in Italia, al biometano prodotto dai reflui fognari, agli interventi sul territorio per ripristinare, preservare e migliorare il ciclo dell’acqua: ecco cosa Gruppo CAP intende per #waterevolution, un approccio innovativo alle politiche di governance per rendere l’acqua elemento indispensabile per governare le nostre città.

Proprio sul fronte delle ‘nature-based solutions’ (NBS), ovvero le strategie di riqualificazione urbana e ambientale applicate alla gestione delle acque, il Gruppo CAP nel 2016 ha avviato, in collaborazione con l’Università Statale di Milano e il Consorzio Est Ticino Villoresi, il progetto Flood Hide per il recupero del reticolo idrico minore nel territorio dell’hinterland milanese, con l’utilizzo di tecnologie innovative. Il programma ha per obiettivo lo smaltimento dell’eccesso di acque meteoriche e il controllo dell’innalzamento della falda attraverso la riattivazione del sistema di rogge, canali e fontanili la cui costruzione originale risale a più di otto secoli fa. Ricollegare i fiumi alle pianure alluvionali e ripristinare le zone umide diventano così metodi efficaci, sostenibili e anche economicamente convenienti per riequilibrare il ciclo dell’acqua, mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e migliorare il benessere dell’uomo. 

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