Miele a rischio contaminazione OGM

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Per il miele in vendita nell’Unione Europea, non è necessario indicare in etichetta la presenza di polline contaminato OGM, nonostante siano in crescita le importazioni da Paesi a rischio contaminazione, come la Cina, che nel 2013 ha aumentato del 20 per cento le spedizioni ed è diventata il secondo fornitore dell’Italia, preceduta solo dall’Ungheria.

C’è dunque il rischio concreto che venga venduto sul mercato italiano, miele con polline ogm senza nessuna indicazione in etichetta perché secondo il testo approvato dal Parlamento Europeo, il polline, essendo una componente naturale specifica del miele, non va considerato un ingrediente e di conseguenza non sarà mai necessario indicare in etichetta la presenza di polline OGM dal momento che rappresenta un valore inferiore alla soglia dello 0,9 per cento prevista dalla legislazione europea.

L’Italia ha importato nel 2013 un quantitativo di miele addirittura superiore alla produzione nazionale per un totale di circa 18 milioni di chili di miele, dei quali quasi la metà dall’Ungheria e oltre il 10 per cento dalla Cina ma anche da Romania, Argentina e Spagna dove sono permesse coltivazioni Ogm.

Il miele prodotto sul territorio nazionale è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria. Per acquistare miele italiano è bene verificare sempre l’etichettatura.

La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’Unione Europea, l’etichetta deve riportare l’indicazione ‘miscela di mieli originari della CE’; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta ‘miscela di mieli non originari della CE’, mentre se si tratta di un mix va scritto ‘miscela di mieli originari e non originari della CE’.

 

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