Marche, evitata la stretta sul biologico: Coldiretti soddisfatta per l’intervento della Regione

REGIONE MARCHE

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Nelle Marche è stata scongiurata in extremis una misura del nuovo Piano strategico della Pac (Psp) che avrebbe messo in difficoltà numerose aziende agricole biologiche del territorio. La norma, se applicata, avrebbe imposto agli operatori che coltivano una sola parte dell’azienda in regime bio – ad esempio uva o olivi – di convertire al biologico l’intera produzione per poter continuare a ricevere i contributi delle misure agro-ambientali bio tra il 2026 e il 2028.

Un obbligo considerato insostenibile da molte imprese agricole marchigiane, che rischiavano di perdere i sostegni economici per ettaro previsti dalle programmazioni regionali.

“Siamo intervenuti appena in tempo”, afferma il direttore regionale di Coldiretti Marche, Alberto Frau, sottolineando il ruolo dell’assessore regionale all’Agricoltura Enrico Rossi, che avrebbe agito con rapidità riconoscendo la delicatezza del problema. Ora – spiega Coldiretti – si attendono indicazioni definitive dal Ministero.

La presidente regionale dell’organizzazione, Maria Letizia Gardoni, ricorda inoltre che durante i confronti con l’assessorato è stata ribadita la necessità di impiegare pienamente le risorse destinati alle aziende beneficiarie, evitando ricadute negative sul settore agricolo regionale.

Parallelamente la Regione, sempre su sollecitazione di Coldiretti, ha avviato un percorso di semplificazione delle misure agroambientali per le aziende che operano in agricoltura integrata. Dal 2026, infatti, i contributi aumenteranno da 110 a 200 euro per ettaro nei cereali e da 150 a 200 euro per la barbabietola da zucchero, con una riduzione degli adempimenti burocratici richiesti agli agricoltori.

Fonte:: ANSA

Notizie da GreenPlanet

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