L’Olinda, dalla pianta alla cisterna in meno di 3 ore

Gli artigiani degli extravergine

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Centodieci ettari di oliveti biologici, 25mila piante da cui si producono pluripremiati extravergini dalla forte caratterizzazione territoriale. E un’azienda cresciuta un passo per volta, senza fretta, ma pronta a impiantare nuovi terreni appena se ne presenti l’occasione. Siamo a San Marcello, a oltre 200 metri di altitudine e a pochi chilometri da Jesi, nell’anconetano, dove gli ulivi si alternano a filari di Verdicchio e Morro d’Alba. Dalla campagna disegnata dalle dolci colline marchigiane si arriva in poco tempo al mare.

L’Olinda non ha una storia antica, quest’anno spegne venti candeline, ma racconta di una famiglia che ha fatto dell’extravergine il proprio core business. Le radici sono nell’amore per la campagna di Gianni Sabbatini Rossetti, giornalista conosciuto e stimato, curioso come chi questo mestiere lo fa per vocazione e grande indagatore del territorio marchigiano. Caratteristiche che lo hanno portato a comprendere che questa Regione era un importante bacino con potenzialità enormi per l’olivicoltura. Così ha traghettato la passione di fare l’olio in maniera amatoriale ad un’opportunità professionale per i figli. Lui non c’è più, ma quella passione vive e si manifesta nel lavoro di Francesco e Luca.

“L’idea è venuta a nostro padre – racconta Francesco – è sempre stato il promotore di tutto poi noi gli siamo andati dietro utilizzando le nostre energie, le nostre idee, ci ha lasciati sempre liberi di fare quello che volevamo, sia nella vita personale, sia nel lavoro”. Qualche “pressione”, però, Gianni l’aveva fatta. “Avrei voluto realizzare un uliveto di prova, intensivo o semi intensivo – spiega Francesco –  ma la cosa non è stata neppure presa in considerazione. Il bello è che l’integralismo di mio padre ora lo portiamo avanti noi con convinzione, continuiamo con il sesto di impianto 7×8 e non ci fermiamo mai. Abbiamo appena aumentato la produzione con 6 ha di Mignola a San Paolo di Jesi, una zona un po’ più alta, bella e isolata. Continuiamo a impiantare per filosofia perché l’impatto ambientale per noi è fondamentale”.

La sostenibilità è alla base dell’attività dell’Olinda. Non solo per la scelta del metodo biologico fin dall’inizio. “L’energia elettrica ce la produciamo col fotovoltaico, l’acqua piovana la recuperiamo dalle cisterne e dai pozzi, per il riscaldamento usiamo il nocciolino”.

Anche nell’agriturismo c’è l’impronta della produzione locale. Le cinque stanze portano infatti il nome di altrettante varietà autoctone di olive: Carboncella, Coroncina, Raggia, Rosciola e Mignola. “Ovviamente il bello delle Marche è questa pluralità che troviamo già nel nome della Regione e nelle caratteristiche del territorio”.

La filosofia delle cultivar sottende anche alla scelta di creare impianti specializzati con un’unica varietà: “poiché i tempi di maturazione non sono gli stessi – spiega Francesco –  questo consente di raccogliere le olive al momento giusto, di portarle al nostro frantoio da un minimo di 5 minuti  a un massimo di mezz’ora quando si tratta dell’uliveto più lontano. La maggior parte delle volte in meno di tre ore il frutto passa dalla pianta alla cisterna dove conserviamo l’olio sotto azoto”.

L’agriturismo è strettamente legato al frantoio: nella sala al piano terra due giorni alla settimana si fanno le degustazioni dei 7 monovarietali e dei 3 blend (tra cui l’IGP Marche) e per la prossima estate sono in cantiere eventi che proporranno menù con l’abbinamento degli oli adatti. L’Olinda (dal nome di mamma Linda) riserva una novità per la prossima stagione: “5 Ottobre”, un blend di varietà raccolte entro la data che coincide con il compleanno di Gianni, “un olio verde dal sapore intenso, per amatori, in una bottiglia illustrata dedicata all’opera preferita di papà, La Traviata”.

Prezzo: monovarietali da 0,50 l. 14€, blend da 0,50 l. dai 10 ai 15€

Info: https://www.lolinda.it

Daniela Utili

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