Le mucche di Guglielmo, da “Prodotto di montagna” a Bio con il nuovo Reg.UE

Le mucche di Guglielmo

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Guglielmo Fontanelli è un allevatore di mucche di razza Frisona, “Le mucche di Guglielmo”; opera nei pressi di Monzuno, nel Bolognese, dove è molto noto e apprezzato nei mercati contadini, nei negozi e in quelle attività che acquistano il suo latte ed altri prodotti di qualità. Da qualche tempo ha fatto la scelta di aderire al marchio “Prodotto di montagna”, ma garantisce che se davvero il Regolamento UE 848 e i decreti attuativi sosterranno i piccoli produttori che vorranno certificarsi biologici, di certo si tratterà di un’ottima iniziativa.

Dato che “Le mucche di Guglielmo” è un’azienda biologico nei fatti da tempo, per scelta. “Noi non diamo il veleno neanche alle mosche – racconta Fontanelli – e già da anni abbiamo deciso di non spingere le nostre mucche al latte; in questo modo abbiamo abbattuto moltissimo i costi per i medicinali arrivando a neanche 200 euro all’anno utilizzati e sempre per casi estremi, di malattie particolari”. Stesso discorso vale per il prodotto: “Lo lavoriamo in maniera molto più delicata; la pastorizzazione viene fatta a bagnomaria per evitare stress termici”. Questa la filosofia de “Le mucche di Gugliemo” che ad un certo punto ha voluto sposare il progetto legato al prodotto di montagna, anche se la promozione da parte dell’ente pubblico non è forse adeguata.

Pur condividendo i principi del metodo biologico, infatti, Fontanelli fa notare che fino ad ora il metodo biologico non ha identificato delle aree precise di competenza. Se, quindi, il nuovo Regolamento potrà dare indicazioni più chiare anche in questo senso, per evitare oltre tutto eventuali contaminazioni, l’allevatore si dice “senz’altro disposto a ragionare sulla certificazione”. Anche perché – altro punto critico – un ostacolo per le piccole aziende rispetto alla volontà di certificarsi come biologiche sono stati fino ad ora anche i costi: “Io non ho dei possedimenti terrieri molto elevati e il biologico fino ad ora non era conveniente perché i produttori non venivano sopportati dal contributo”.

Fontanelli sta anche lavorando ad un progetto ancora più ampio dedicato al biometano. “Se riusciremo a fare il salto e a concretizzare l’idea, ci piacerebbe diventare autonomi sotto ogni punto di vista, anche quello energetico”.

Le mucche di Guglielmo Fontanelli sono sane e spesso arrivano a 10/12 anni di vita in salute: “Quando muoiono il loro fegato è sano, commestibile; la stessa cosa non accade in altri allevamenti dove si spinge molto con la produzione e dove capita spesso che gli animali debbano essere curati”. Addirittura, una volta a Fontanelli è stato anche sollevato, come se fosse un problema, che risultava all’interno della sua azienda un uso troppo ridotto di medicine, quasi inspiegabile. Ma invece era tutto a norma: semplicemente gli animali stavano bene. “Io mi sono rifiutato anche di usare le esche per i topi, perché le mie esche sono i gatti liberi: non ho un topo nei paraggi, ci pensano loro”. E le mucche sono felici: “Quando arrivano i controlli, le si può anche accarezzare perché sono serene e ben trattate, si fidano dell’essere umano”.

Chiara Affronte

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