La Toscana chiede il ‘geologo condotto’

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‘Monterosso, Vernazza , Aulla, Mulazzo , Genova e ora Marina di Campo all’Elba, questo autunno 2011 all’insegna di rovesci torrenziali sulla costiera tirrenica suona campane a morto per la gestione del nostro territorio nell’ultimo quarantennio. Mentre frane, smottamenti ed allagamenti continuano nelle zone già pesantemente colpite, nuove aree si allagano e franano. Si susseguono comunicati di politici “non si costruirà più nelle zone alluvionate’,  ‘non si costruirà più nelle aree ad alto rischio’, ‘d’ora in avanti si darà il via alla prevenzione. Buone intenzioni già sentite e smentite in passato da troppi comportamenti. L’ impegno dovrà essere dimostrato con le azioni’.

Dichiarazioni di Maria Teresa Fagioli, Presidente dell’Ordine dei Geologi della Toscana. ‘E’ necessaria una pausa di riflessione e, ragionando a mente fredda, rivedere le priorità: gestione e fruizione del territorio rispettose della realtà fisica, smettendo di fingere di ignorare come essa naturalmente reagisce alle attività ed agli insediamenti umani, alle sollecitazioni meteoriche, all’evoluzione del clima. Come geologi a lungo siamo stati tenuti ai margini del mondo edilizio – ha proseguito Fagioli – ed urbanistico, ma aggirare, eludere, minimizzare prescrizioni e previsioni dei geologi non le rende meno stringenti né meno vere. Il territorio lo si governa in maniera sostenibile a partire dal crinale dei monti, scendendo nelle valli e nelle pianure prima di pensare alle nuove edificazioni. Non esiste gestione territoriale sostenibile in assenza di presidi continui e diffusi, di cultura del territorio prima ancora, e magari invece, che di divieti. Serve una politica urbanistica che consulti e coinvolga i geologi prima di decidere cosa fare e dove farlo, serve che la “messa in sicurezza” delle aree a rischio non sia solo un balzello in più per edificare comunque’.

‘Serve il geologo condotto – ha concluso Maria Teresa Fagioli – che conosce il suo territorio e ne comprende prevede, trasmette problematiche, criticità esigenze, chiaramente e tempestivamente, perché le vive da cittadino prima ancora che da professionista. Servono geologi ai vertici delle strutture di controllo perché i geologi, a differenza di altre professionalità, i problemi sono propensi a prevederli e prevenirli, prima ancora di esser costretti ad affrontarli e risolverli. Siamo stanchi di essere chiamati sempre, solo dopo, sia per spalare fango o per arrangiare soluzioni improbabili a disastri già avvenuti’.

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