La Cina sperimenterà la coltivazione di patate sulla Luna

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La prossima missione cinese sulla Luna è prevista a novembre. Battezzata Chang’e 5, dovrà prelevare circa due chili di campioni di rocce e portarli sulla Terra. Il punto di arrivo prescelto è l’area del Mons Rümker, una zona di particolare interesse geologico, a nord-ovest della faccia visibile della Luna. Si tratta della prima missione del genere dopo 40 anni. L’ultima è stata quella d’Unione Sovietica, Luna 24, nel 1976.

Il veicolo spaziale di otto tonnellate sarà lanciato con il razzo Long March 5. Nel 2014 la Cina ha già eseguito con successo una dimostrazione delle varie tecnologie e operazioni che saranno alla base di Chang’e 5 con la sonda sperimentale Chang’e 5-T1. Le missioni lunari cinesi senza pilota sono iniziate nel 2007 con il lancio di Chang’e 1, rimasto in orbita attorno alla Luna fino al 2009. Nel 2010 è toccato a Chang’e 2, che ha fornito una mappa lunare molto dettagliata. Nel 2013 è partito Chang’e 3, che ha lasciato un rover mobile chiamato Yutu (il coniglio di giada), nel bacino del Mare Imbrium, un immenso cratere visibile anche dalla Terra. A causa di un guasto il rover non si è potuto allontanare dal punto dell’atterraggio e ha trasmesso immagini per più di 20 mesi sempre dello stesso paesaggio. Chang’e 4, la cui missione è stata rimandata, partirà nel 2018, dopo il lancio di Chang’e 5, e porterà sul satellite un altro rover, sperando che non subisca guasti: raggiungerà il lato oscuro della Luna (finora non c’è mai riuscito nessuno). La sonda trasporterà un mini-ecosistema realizzato all’interno di un cilindro di 18×16 centimetri, con all’interno semi di patate, ma anche larve d’insetto compresi bachi da seta. L’obiettivo principale dell’esperimento è verificare se le patate possano crescere sul nostro satellite e gli insetti sopravvivere. Un’altra missione, Chang’e 6, dovrebbe seguire nel 2020, con obiettivi analoghi a quelli di Chang’e 5, ovvero la raccolta di materiali.

Ora la Cina sta valutando di collaborare con player internazionali, come l’European Space Agency (Esa), alla costruzione di una base lunare. L’Agenzia Spaziale Europea ha scelto lo studio Foster+Partners per realizzare i prototipi delle sue future basi lunari. La struttura realizzata dai designer prevede l’utilizzo della polvere che ricopre la superficie del nostro satellite, la regolite, come materiale edilizio. Attraverso una stampante 3D è possibile realizzare un materiale simile alla carta, che dopo un particolare trattamento diventa il “mattone” per la base spaziale. Ora, con l’aiuto di Pechino, il progetto “Moon Village” dell’Esa, pensato come possibile base internazionale da cui far partire le future spedizioni per Marte, potrebbe diventare realtà. All’inizio di giugno, durante la Conferenza Globale sull’Esplorazione dello Spazio (Glex 2017) che si è tenuta proprio a Pechino, la Cina ha rivelato di volere preparare una missione per portare i propri astronauti sulla Luna. Non sono noti i dettagli, nel 2013 si era ipotizzato uno sbarco nel 2025, ma lo scorso anno si era parlato di un possibile allunaggio nel 2036. Si vedrà. Durante il meeting sono state annunciate anche quattro nuove missioni con equipaggio in programma per i prossimi cinque anni. La Cina ha già inviato undici astronauti nello spazio (il primo nel 2003) e la missione più recente, con la navicella Shenzhou-11, si è svolta nello scorso ottobre: due astronauti hanno raggiunto il laboratorio spaziale sperimentale, che attualmente la Cina ha in orbita, chiamato Tiangong-2, lanciato a settembre dello scorso anno per sostituire Tiangong-1, che era partito nel 2011. È stata anche programmata la realizzazione di una stazione spaziale cinese permanente (Css) a partire dal 2019, che dovrebbe essere completata per il 2022. Se patate e piccoli insetti potessero sopravvivere sulla Luna sarebbe un grosso punto a favore della realizzazione di questa stazione. I prossimi abitanti della Luna potrebbero avere patate lunari alla base della loro alimentazione.

Tutte queste informazioni sono tratte da quanto pubblicato a metà giugno dal quotidiano China Daily il cui articolo è stato ripreso da molti giornali suscitando interesse in tutto il mondo.

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