L’AMAB riflette sul ‘dopo Girolomoni’

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Si è svolto sabato 14 luglio nella suggestiva cornice del Monastero di Montebello ad Isola del Piano (nelle Marche, provincia di Pesaro-Urbino), l’annuale meeting dei produttori biologici italiani promosso dall’Associazione Mediterranea per l’Agricoltura Biologica (AMAB). La manifestazione, che è arrivata alla quindicesima edizione, e ha assunto quest’anno un’importanza del tutto particolare. Infatti, dopo la scomparsa improvvisa del presidente e fondatore, Gino Girolomoni (nella foto), l’associazione sta vivendo indubbiamente un momento particolare.

 

Tuttavia è convinzione di molti che la ricca esperienza culturale, umana e politica associativa lasciata dal promotore, non vada dispersa, ma che anzi trovi motivo di rilancio per contribuire alla crescita e al rafforzamento dell’agricoltura biologica nel nostro Paese. E’ con questo spirito che l’Associazione riunitasi in assemblea lo scorso mese di giugno ha provveduto a rinnovare il consiglio direttivo e la presidenza: Francesco Torriani, del Consorzio Marche Biologiche, è stato nominato presidente e Silvano Delai, dell’Associazione La Buona Terra, è stato nominato vice presidente.

Il tema scelto per quest’anno ha portato i vari relatori a discutere delle nuove sfide che dovrà affrontare l’agricoltura biologica italiana a partire proprio dalle idee e dai progetti ispirati da Gino Girolomoni. A livello mondiale la superficie agricola gestita con metodo biologico continua a crescere. Attualmente ammonta a 37 milioni di ettari dei quali circa 12 milioni si trovano in Australia, 10 milioni di ettari in Europa e 13 milioni suddivisi tra America e Asia. L’Italia è la seconda nazione europea per superficie gestita con metodo biologico (circa un milione di ettari) e la prima per numero di operatori (circa cinquantamila).

Anche il consumo dei prodotti biologici continua a crescere a livello mondiale con un trend dell’8 % annuo, ma in modo molto diverso nelle diverse parti del mondo. Gli Stati Uniti guidano la crescita mondiale e il bio conquista il 4 % della quota di mercato con prezzi remunerativi, mentre in Europa la crescita è rallentata ed i prezzi hanno subito pure un rallentamento soprattutto a causa della crisi economica e per l’intensità della concorrenza.

Comunque, dall’analisi commerciale dei dati disponibili, è possibile confermare che il settore dell’agricoltura ha un potenziale di crescita elevato e in un contesto di crisi come quello che stiamo vivendo l’agricoltura biologica ha tutte le carte in regola per contribuire a trainare la ripresa economica del nostro Paese.

 

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