L’agriturismo soffre e punta sull’estero

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Estate di sofferenza per gli agriturismi, anche per quelli ecologici. Lo si può affermare, nonostante i sondaggi di metà stagione diano indicazioni molte diverse tra loro. Un dato però è costante: sia che si parli di calo, sia che si parli di crollo, è certo che il turismo legato ai cittadini italiani sta soffrendo. Si salvano, anche tra gli agriturismi bio, quelli che hanno saputo promuoversi all’estero, attraverso internet ma anche attraverso il passaparola tra gli stranieri, che scoperta una località e un agriturismo, ne hanno poi parlato bene ad amici e conoscenti nei loro Paesi di provenienza provocando un effetto-calamita.

La crisi economica generale ha frenato le vacanze degli italiani anche in agosto. La crisi però non è solo quella dell’economia, coinvolge il sistema-Paese in tutti i suoi aspetti, anche nella credibilità delle società di sondaggio. Tre diversi sondaggi compiuti a luglio, danno indicazioni troppo diverse per essere credibili. Secondo il sondaggio compiuto da SWG per la Confesercenti, solo il 58,5% degli italiani può permettersi quest’anno una vacanza estiva (anche di una sola settimana).

Secondo una previsione CODACONS, questa percentuale scende al 45%. Un terzo sondaggista, la società IPR Marketing, che ha lavorato su richiesta di Coldiretti, assicura invece che una vacanza estiva coinvolge il 64% degli italiani. Le tre stime danno differenze mostruose. Se arrotondiamo la popolazione a 60 milioni, per il primo sondaggio vanno in vacanza più di 35 milioni di italiani, per il secondo la cifra scende a 27 milioni, per il terzo rimbalza a 38 milioni e mezzo. Tra ottimisti e pessimisti c’è una differenza di 11 milioni e mezzo. Di che cosa parliamo?

Secondo IPR Marketing, il 9% dei turisti sarà ospite almeno una notte di un agriturismo. Secondo una ricerca non ancora citata, fatta dall’Osservatorio Nazionale del Turismo (a cui concediamo un po’ più di credibilità in materia), poco più del 10% dei turisti sceglie una vacanza in campagna, il che non significa scelga un agriturismo. Infatti chi sceglie in senso stretto di soggiornare in un agriturismo non è più del 3-3,5% dei turisti.

Nel secondo semestre 2012 questa percentuale si è attestata sul 2,1%, secondo l’Osservatorio. L’agriturismo bio è una nicchia di questa nicchia. Insomma, possiamo dire che sono tempi duri per chi ha scelto di svolgere la propria attività in questo settore, in teoria tanto affascinante.

Per l’agriturismo bio vince o soffre meno una formula integrata tra agricoltura bio di qualità, magari anche con vendita diretta dei propri prodotti, ricezione turistica in una parte della struttura produttiva, il tutto sostenuto da una convincente azioni promozionale che non dimentichi quegli stati esteri in cui la cultura del bio è più avanzata. E comunque, per fare un consuntivo accettabile dell’estate agri-turistica dovremo aspettare ottobre. (a.f.)

 

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