In Sicilia l’oliveto è “più bio”

oliveti bio Sicilia

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Da Palermo alle pendici dell’Etna, passando per la Sicilia orientale. I profumi della Trinacria si sono sprigionati attraverso uno dei prodotti tipici che nell’ultimo decennio ha conosciuto un’evoluzione straordinaria: l’olio extravergine di oliva. E sono stati protagonisti, grazie ai diversi produttori selezionati che hanno partecipato alla due giorni di Catania ITALBUSINESS 2022, prima edizione organizzata da Omnibus Comunicazione.

In primo piano, in particolare, l’Evo biologico che conferma un trend in grande crescita come dimostrano i dati diffusi dal Ministero dell’Agricoltura (SINAB e ISMEA) e IRVO, l’Istituto regionale del vino e dell’olio extravergine di oliva in Sicilia.

L’isola è infatti la terza Regione italiana per superficie olivetata (14% di quella nazionale) dopo Puglia e Calabria; mantiene la medaglia di bronzo anche per i terreni coltivati a olivo con metodo biologico (16% sul totale nazionale), i quali sono addirittura aumentati del 125% in dieci anni (2010-2019).

Non solo, balza al secondo posto del podio tra le Regioni del Mezzogiorno: al Sud, infatti, le superfici biologiche superano la media nazionale (21%) dell’intera superficie olivetata solo in Calabria (41,2%), Sicilia (29,9%) e Basilicata (25,7%). Ciò significa che in Sicilia l’oliveto è “più bio” rispetto a quello nazionale e pugliese.

“In generale qui il mercato è più compatto – commenta Tiziana Sarnari, analista di mercato di ISMEA – gli oli siciliani riescono a spuntare prezzi migliori. Questo perché si stanno affermando molto dal punto di vista qualitativo, i prodotti sono ottimi e apprezzati, si lavora tanto sul marketing e l’IGP Sicilia funziona bene. Mi sembra che si stia percorrendo un po’ l’iter intrapreso molti anni fa per il vino e ci sono ancora ampie prospettive di crescita”.

Le potenzialità infatti sono molte. Oltre al valore aggiunto rappresentato della scelta del metodo biologico, sono tante le prerogative da sfruttare ulteriormente per lo sviluppo del settore. Dal ricco patrimonio varietale agli aspetti pedoclimatici ed ambientali che influiscono positivamente sul prodotto finale: un’ampia gamma di extravergini con diversi gradi di fruttato, ma accomunati da profumi e sentori particolarissimi, ognuno foriero delle caratteristiche del proprio territorio. Una qualità medio-alta che si traduce in oli ricchi di polifenoli, quindi di antiossidanti, dal valore nutrizionale e salutistico elevato, sempre più apprezzati e richiesti.

Daniela Utili

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