I numeri di Asso.Cert.Bio: cresce il settore, ma preoccupa il carico burocratico

Cozzo

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Nel 2023 sono cresciuti i numeri del biologico, lo rivelano i numeri previsionali elaborati da Asso.Cert.Bio, l’associazione che rappresenta gli enti certificatori del biologico italiano e che certificano il 94% della produzione biologica nazionale, per oltre 92.000 operatori.

“Rispetto ai dati SINAB 2023 – spiega Domenico Corradetti, segretario generale Asso.Cert.Bio – secondo le nostre stime la superficie agricola a biologico è cresciuta di circa il 4,63%, il numero operatori del 5,79%. Sono dati interessanti, in un anno complesso come il 2023. La maggior parte delle aziende (47%) è al di sotto dei 15 ettari di superficie, il 27% è tra 15 e 50 ettari, e il 26% ha una superficie superiore ai 50 ettari”.

Per quanto riguarda i controlli, nel 2023 ne sono stati eseguiti 122.000, 1,24 per operatore. “Abbiamo analizzato i report dell’Ispettorato Centrale Repressione Frodi, ICQRF, dal 2008 al 2022 ed è emerso che il bio è il comparto meglio controllato rispetto alle altre produzione regolamentate – racconta Corradetti -, con una percentuale inferiore di non conformità rilevata rispetto al vino o ai prodotti a denominazione di origine”.

I numeri, quindi sono positivi, ma non mancano le preoccupazioni, che vengono soprattutto dal fronte normativo. “A un anno di applicazione dalla precedente norma sui controlli – sottolinea Riccardo Cozzo, presidente Asso.Cert.Bio – rileviamo un atteggiamento persecutorio nei confronti sia dei produttori che dei certificatori, con una forte focalizzazione sugli aspetti burocratici documentali più ancora che su quelli operativi. Questo approccio può portare a un rischio di uscita delle aziende dal regime bio, soprattutto di quelle di piccole dimensioni, per cui è impossibile sopportare un tale carico burocratico. La riduzione della quota delle piccole imprese è un dato che vediamo già da qualche anno, al di là dei numeri complessivi. Come associazione continueremo a insistere con le autorità perché spostino l’attenzione dal rispetto dei requisiti burocratici a quelli oggettivi, ma purtroppo non sembra che la nuova norma italiana vada in questa direzione, anzi il nuovo decreto sulle sanzioni attualmente in discussione andrà a peggiorare la situazione, quasi a disincentivare agli agricoltori di produrre in regime bio. Noi continueremo a insistere su questo fronte”.

Elena Consonni
Biofach 2024 – Norimberga

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