Fruit Logistica, un quarto degli espositori era bio

Fruit Logistica

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Il tema del biologico e della sostenibilità, soprattutto per quanto riguarda la coltivazione, l‘imballaggio e il trasporto, gli effetti della crisi climatica sui produttori, la digitalizzazione dell’agricoltura e il cambiamento dei flussi di merci sono solo alcune delle complesse sfide che il commercio internazionale ortofrutticolo sta affrontando. Temi che sono stati tra i più stringenti fra quelli trattati durante la fiera Fruit Logistica,  a Berlino dal 5 all’8 aprile scorsi, che quest’anno ha visto una partecipazione di 489 aziende tra produttori bio, biodinamico e con assortimento misto bio e convenzionale, su un totale di 2022 espositori. Praticamente un quarto del totale.

Un dato che rivela come il settore del bio, non sia più un’esclusiva prerogativa di canali specializzati e quindi fiere specializzate (come Biofach) anche in considerazione della crescente richiesta da parte della GDO generalista di tutta Europa.

L’esperienza nel bio de La Linea Verde vale il 10% del giro d’affari

Se molti produttori italiani propendono per l’ortofrutta a residuo zero, ci sono anche quelli che, in maniera relativamente inedita, stanno sviluppando canali Bio per la GDO, soprattutto europea. Tra questi La Linea Verde. 

“La nostra azienda ha la certificazione bio – ci ha spiegato Valerie Hoff, direttore marketing e comunicazione del gruppo di Manerbio -. Essendo co-packer di molti retailer, produciamo bio per loro. Attualmente il segmento rappresenta il 10% del nostro fatturato ma sta crescendo molto soprattutto all’estero, dove le catene lo considerano strategico per la loro crescita. In Belgio, ad esempio, è lo Stato che chiede ai player del settore, produttori e distributori, di essere più aperti a questa categoria merceologica. In quel Paese, dove lavoriamo, la crescita del Bio è a doppia cifra”.

Fruit Logistica Organics, ecco l’asparago bio di BelOrta

Fruit Logistica è stata l’occasione per fare il punto della produzione con risposte circostanziate e approcci innovativi, basati su soluzioni che sono stati presentati tra gli stand e discussi negli eventi dedicati o nei percorsi espositivi specifici come quello di Fruit Logistica Organics. 
Tra i prodotti innovativi sul mercato c’é l’asparago Bio di BelOrta, cooperativa belga che già da fine marzo ha messo all’asta i primi asparagi Bio della seconda stagione sul mercato, forniti dal produttore Goertz di Maaseik. La stagione è la stessa del convenzionale e proseguirà fino al 20 giugno circa.
“La crescita degli asparagi biologici alla BelOrta – fanno sapere dall’azienda – è un esempio dell’incremento registrato dall’intero reparto biologico della cooperativa che, nel 2021, aveva 88 gruppi di prodotti in biologico e cinque in conversione, con prodotti chiave in termini di volume come cetrioli, cicoria, pomodori sulla vite, pere Conference, mele Jonagold e mirtilli. Anche le verdure di serra stanno crescendo per stare al passo con la domanda dei consumatori”.

Per i prodotti un transizione verso il bio, sempre nell’aprile 2021, BelOrta aveva introdotto l’etichetta ‘Terra’ per trovare un adeguata segmentazione di prezzo anche per quei prodotti che pur non fregiandosi ancora della certificazione,  avevano già iniziato un percorso costoso e impegnativo.

E poi c’è il bio Esotico

Anche sul fronte della frutta esotica, che viene importata in Europa in contro-stagione rispetto alle ormai nostrane produzioni di subtropicali, si stanno facendo passi avanti in questa direzione.
É il caso di quella importata, ad esempio, dall’azienda dominicana 12Tree Organics che ha un approccio agro-ecologico all’agricoltura.
Il suo obiettivo è quello di ottenere sistemi completamente rigenerativi. “Ci sforziamo – si presenta così l’azienda – di imitare la diversità degli ecosistemi naturali che producono servizi ecosistemici chiave per l’umanità come la biodiversità, il sequestro del carbonio e la qualità e la fornitura di acqua costante, mentre producono anche una lunga lista di benefici per l’azienda agricola, tra cui un migliore controllo dei parassiti, una maggiore salute delle piante e del suolo, un habitat per insetti benefici, un migliore uso dello spazio e un aumento generale della produttività delle colture. I nostri team lavorano tutto l’anno per testare varietà e combinazioni di specie vegetali al fine di trovare la miscela che ci darà i fagioli, i cereali, i tuberi, le verdure, la frutta e le noci più densi di nutrienti, più sani e rigenerativi. Nel corso del nostro viaggio verso l’agricoltura rigenerativa verranno aggiunti al nostro portafoglio prodotti di qualità superiore”.
A Fruit Logistica hanno presentato la loro attuale offerta, che comprende banane, cacao, cocco, caffè, cardamomo, zenzero, miele e piantaggine (erba officinale perenne) naturalmente Bio.

Fresh Produce Forum focus sulle banane bio

Un focus particolare sulle banane Bio é stato fatto al Fresh Produce Forum dove, esaminando da vicino il comportamento dei clienti del futuro, si sono presentate soluzioni logistiche di trasporto intelligenti; analizzato la protezione del clima e della biodiversità per la futura coltivazione delle banane, oltre che presentata una tecnologia intelligente avanzata per il commercio al dettaglio.

Poi ci sono le fragole bio…

Se in Italia ha da poco debuttato la fragola bio, a Fruit Logistica non sono mancate le offerte analoghe da altri Paesi competitor come l’Egitto. L’azienda Bastet Farm di El Minya ha infatti presentato le nuove varietà di fragole Bio che pubtano a mercati ben remunerativi anche extra Europa.

E il packaging bio

Sul fronte del packaging, l’italiana Agricolli Bio – che ha partecipato alla giornata dedicata al Packaging del futuro -, produttore, esportatore e importatore di frutta e verdura biologica e biodinamica, con sedi in Italia, Grecia, Olanda, Sud Africa, Colombia, Cile e Stati Uniti a marchio ‘Violea’, ha proposto una marchiatura a laser per imballaggi compostabili e/o certificati FSC, come parte del circuito EPS/IFCO.

Tra i finalisti agli Innovation Awards, Sinclair Ecolabel HOME, un’etichetta compostabile di prima generazione per la frutta. Presentata nel corso dell’evento ‘Growth Through Innovation’, va a contatto diretto con gli alimenti, per un’applicazione automatica ad alta velocità.
É a base di carta e senza plastica ed è certificata indipendentemente “OK compost HOME” dal TÜV Austria. È disponibile in diversi formati.

Le proposte bio delle sementiere

Rijk Zwaan, dal canto suo, ha proposto, fra le altre soluzioni Bio, CleanLeaf, una nuova generazione di varietà melanzane con pochissimi tricomi (peli), che aiuta i produttori a coltivare senza residui in modo più efficiente e prevedibile. Tra queste, la varietà Kesia che ha dimostrato un’ottima shelf life, un’ottima tenuta lungo la catena del freddo, un peso per pezzo che oscilla tra i 350 e i 450g oltre che un’eccezionale colorazione.
Per le serre high-tech, l’ultimo nato in casa Rijk Zwaan è i cetriolo Wokcue RZ. Una varietà cinese che produce frutti dritti, con spine verde scuro e una piccola cavità. Ha un sapore dolce e la polpa è piuttosto asciutta, poiché ha un contenuto di materia secca molto più alto rispetto ai cetrioli inglesi lunghi. Questo rende Wokcue RZ eccellente per piatti wok, insalate cinesi e, in genere, ricette esotiche.

Bayer dal canto suo ha infine annunciato l’adesione all’Iniziativa di sostenibilità per frutta e verdura (SIFAV), insieme ad altri leader dell’industria dei prodotti. La SIFAV è una piattaforma intersettoriale dedicata a intensificare la collaborazione e a ridurre l’impronta ambientale degli alimenti freschi. Attraverso un approccio collaborativo e orientato all’azione, con obiettivi di sostenibilità chiaramente definiti, Bayer e SIFAV si concentrano sulla ricerca di nuove soluzioni per aiutare a ridurre l’impronta di carbonio sulle colture prioritarie, ridurre le perdite e gli sprechi alimentari e ridurre l’uso dell’acqua, tra le altre aree di interesse.

Mariangela Latella

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