‘Fermiamo il carbone’: perché la protesta

fermiamo%20il%20carbone.jpg

Condividi su:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn

Il 29 ottobre è stata giornata nazionale di protesta contro l’utilizzo del carbone a scopi energetici per le sue alte emissioni di gas serra. Slogan della giornata: ‘Fermiamo il carbone’. Ad Adria, nel delta del Po, un corteo di migliaia di persone ha detto no alla trasformazione della centrale di Porto Tolle da olio combustibile a carbone. Manifestazioni sono avvenute a Brindisi, Civitavecchia, la Spezia, Saline Joniche e Vado Ligure. Al comitato ‘Fermiamo il carbone’ si sono affiancati Legambiente, Wwf, Greenpeace, Italia Nostra, Sos Rinnovabili, Lipu, Legapesca, Slow Food, Kyoto Club, Fare Verde, Arci.

‘Il buon successo delle fonti rinnovabili e la spinta verso l’efficienza energetica, nonostante i freni più volti posti dal governo, ci danno oggi più energia di quella che utilizziamo’, spiega il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza.

‘C’è dunque la possibilità di mandare in pensione le vecchie centrali inquinanti senza riconvertirle al carbone che emette due volte più gas serra del metano, senza parlare delle emissioni di polveri sottili che arrivano a grandi distanze dalle ciminiere. In Italia il carbone dà un contributo pari al 13 % dell’elettricità prodotta e ci costa il 34% delle emissioni di anidride carbonica’.

 

Seguici sui social








Notizie da GreenPlanet

news correlate

INSERISCI IL TUO INDIRIZZO EMAIL E RESTA AGGIORNATO CON LE ULTIME NOVITÀ