È ufficiale: è nato il distretto biologico più grande d’Europa

Copia di STANDARD PER SITO GREENPLANET (41)

Condividi su:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn

Si è ufficialmente costituito nelle Marche il distretto biologico più grande d’Europa, che dovrà sostenere e promuovere l’agricoltura biologica marchigiana e i suoi prodotti sia dal punto di vista tecnico che commerciale.

Tutto è iniziato ad aprile con il patto tra Regione Marche e associazioni regionali Agci, Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Confcooperative, Copagri, Legacoop , Uecoop, Unci e Camera di commercio, che da subito aveva riscosso consensi e adesioni tra gli operatori del settore (vedi news).

Ieri la firma ufficiale che rende realtà il distretto biologico più grande d’Europa: 2.100 aziende agricole, 71mila ettari coltivati (che rappresentano il 60% della superficie a biologico nelle Marche) e un fatturato stimato in 100 milioni di euro, per cui Fileni, leader italiano delle proteine biologiche, contribuisce per quasi il 50%.

A porre la firma sul documento che fa nascere la nuova realtà del biologico, il vicepresidente della Regione Marche, Mirco Carloni. Con lui, tra gli altri, anche Giovanni Fileni e Gelsomino Pacetti, in rappresentanza del Gruppo Fileni.

“Rigenerazione, rispetto, territorio e comunità, princìpi base dell’economia circolare, rappresentano i valori in cui Fileni crede da sempre e che ha tradotto nel suo Manifesto di Sostenibilità: un impegno concreto che l’azienda si è assunta verso i consumatori di ieri, oggi e domani – ha sottolineato Giovanni Fileni, fondatore del gruppo –. Agire per sostenere e difendere il diritto globale al benessere si traduce in un impegno concreto nel rigenerare la terra, rispettare gli animali, ripulire l’atmosfera, promuovere il territorio, valorizzare i lavoratori, sviluppare la comunità e proteggere le persone”.

Le Marche – che ospitano realtà biologiche da oltre 50 anni – sono tra le prime regioni in Italia per numero di ettari coltivati secondo i metodi dell’agricoltura biologica. L’obiettivo principale del distretto, sfruttando anche questo primato, è proprio quello di presentarsi come soggetto unico, per avere un peso maggiore sul mercato sia a livello commerciale che promozionale in Italia e all’estero.

L’idea di fondo è che il distretto del biologico diventi una sorta di marchio territoriale che identifichi le Marche come Regione bio per eccellenza, attraverso un marketing territoriale e una promozione che valorizzi il prodotto in termini di qualità e competitività sui mercati interni ed internazionali. Un “marchio” che possa diventare anche un traino per molti altri comparti dell’economia marchigiana a partire da quello turistico e enogastronomico, nell’ottica di uno sviluppo sostenibile del territorio.

Oltre a questo, il distretto si pone anche altri obiettivi, come l’aumento della superficie certificata, portandola al 100% della superficie coltivata nelle aree Natura 2000, la promozione della ricerca della sperimentazione e della formazione, e la valorizzazione della biodiversità agraria regionale.

Già nel prossimo Expo internazionale di Dubai nel 2022 le Marche saranno protagoniste nella settimana dedicata all’agroalimentare con iniziative di assoluto rilievo.

La Redazione

Seguici sui social

Notizie da GreenPlanet

news correlate

INSERISCI IL TUO INDIRIZZO EMAIL E RESTA AGGIORNATO CON LE ULTIME NOVITÀ