Donne in Campo in prima fila al Biodiversity Park

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Nel giorno dell’inaugurazione del Biodiversity Park, sabato 16 maggio, sono stati messi a dimora semi rari provenienti da tutta Italia. Per la CIA – Confederazione Italiana Agricoltori: ‘E’ la dimostrazione che nelle mani delle donne c’è il futuro dell’agricoltura per nutrire il pianeta e dare energia alla vita’.

Sono state infatti le ‘Donne in Campo’ della CIA ad accompagnare Vandana Shiva in una cerimonia che è stata al contempo simbolica e rituale.

 

La Confederazione Italiana Agricoltori è main partner del Biodiversity Park realizzato da Bolognafiere.

Alla cerimonia di inaugurazione del Biodiversity Park, accanto a Duccio Campagnoli, presidente BolognaFiere, Paolo Carnemolla, presidente FederBio, Fabio Brescacin, presidente EcorNaturaSì, Lucio Cavazzoni, presidente Alce Nero, Charikleia Minotou, presidente Ifoam Agriobiomediterraneo e Andrea Olivero, vice ministro delle Politiche Agricole, c’era anche Cinzia Pagni, vice presidente vicario della CIA, che ha sottolineato il ruolo delle donne in agricoltura e anche il ruolo dell’agricoltura nella soluzione dei grandi temi mondiali, auspicando che agricolture come quella italiana aiutino le agricolture dei Paesi più svantaggiati dando così un contributo essenziale alla pace nel mondo attraverso la sostenibilità economica e sociale che dalla buona agricoltura deriva.

Cinzia Pagni ha ricordato il progetto internazionale Lago Ciad come esempio di impegno internazionale della CIA in questa direzione.

In occasione dell’inaugurazione di sabato, la CIA ha ricordato che l’agricoltura è il settore dove le donne trovano maggiore spazio per fare impresa. L’impresa al femminile è quella che produce maggiore valore aggiunto e contemporaneamente che ha cicli produttivi più sostenibili.

‘Le nostre Donne in Campo – ha ricordato la stessa Pagni – sono oggi al vertice delle fattorie didattiche, degli agriturismo, ma anche al vertice delle imprese più fortemente orientate al biologico, alla difesa delle colture rare, alla promozione e valorizzaione dell’agricoltura multiruolo e dell’agricoltura custode’.

Anche negli anni della crisi il trend di nuove imprese agricole avviate da donne è crescente: sono aumentata in cinque anni di quasi il 13 per cento compensando gli abbandoni. E vi è una particolarità: le imprese condotte da donne sono – sostiene la CIA – le più creative, quelle dove i criteri gestionali sono più manageriali. Il tratto di marcata modernità delle imprese agricole femminili è dato dalla spiccata multifunzionalità.

In particolare, la multifunzionalità si concretizza nelle aziende gestite dalle donne in alcuni ben precisi ambiti, specialmente quelli più innovativi per il settore, come ad esempio le fattorie didattiche (fatte 100 le imprese agricole con fattorie didattiche annesse, 33,6 hanno un capo azienda donna), gli agriturismi (32,3), le attività ricreative e sociali (31,1) e la prima trasformazione dei prodotti vegetali (29,2), mentre non è affatto radicata la tendenza a svolgere lavoro per conto terzi (7,8), sistemazione di parchi e giardini (11,1) o produzione di energie rinnovabili (16,3). La produzione media dell’impresa agricola condotta da una donna risulta superiore a quella facente capo ad un uomo (28 mila e 500 euro nel 2011 contro circa 24 mila e 800 euro); ma lo scarto aumenta vertiginosamente se si considerano le aziende multifunzionali.

In conclusione – e questo è l’orgoglio delle Donne in Campo – l’agricoltura al femminile produce valore, è multifunzionale, è innovativa, è orientata al bio e a tutto tondo esprime il valore dell’agricoltura custode. Esattamente quel valore che è rappresentato in Expo dal Biodiversity Park.

 

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