Il sottosegretario D’Eramo: Bio e biotecnologie non sono incompatibili

Luigi D'Eramo

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Il sottosegretario per l’Agricoltura Luigi D’Eramo, con delega al biologico, in una lunga intervista a Terra è Vita ha fatto il punto sui principali dossier di sua competenza e sui temi di grande attualità: dall’emergenza siccità e al digital divide nelle campagne, dalla proroga sulle contaminazioni accidentali di prodotti fitosanitari all’urgenza di un Piano d’Azione Nazionale del biologico, aprendosi perfino all’implementazione di  “tecnologie di evoluzione assistita” (TEA) a sostegno del bio.

Rispetto al Piano d’Azione Nazionale il sottosegretario ha confermato che, dopo la prima proposta dello scorso luglio, il Ministero sta lavorando alla versione definitiva, all’interno della quale si “terrà conto degli elementi trasmessi da Regioni e Province autonome, e anche dei risultati della consultazione pubblica”, sottolineando anche che “tutti i contributi confluiranno in un piano triennale dalla forte valenza strategica e programmatica per lo sviluppo del settore”.

Per quanto riguarda il marchio “Made in Italy Bio” e il Tavolo Tecnico previsti dalla legge sul bio, D’Eramo ha confermato che la chiamata pubblica per la presentazione di idee creative sarà avviata non appena pronti i decreti per la distribuzione del fondo previsto dall’articolo 9 della legge, mentre “per quanto riguarda il Tavolo tecnico, l’impegno è arrivare a selezionare quanto prima i componenti, affinché diventi uno strumento operativo in grado di dare ulteriore slancio a un settore in cui finora l’Italia ha rappresentato un modello in Europa e non solo”.

Commentando il calo dei consumi di bio, a fronte della necessità di aumentare le superfici dedicato all’agricoltura biologica, il sottosegretario ha indicato la mancanza di fiducia nella reale assenza di residui chimici e all’inflazione che ha inficiato il potere di acquisto delle famiglie quali possibili cause. Il raggiungimento dell’obiettivo europeo del 25% di terre dedicate all’agricoltura biologica entro il 2030 sarà dunque “possibile puntando sulla comunicazione, spiegando le caratteristiche del biologico e la reale qualità dei prodotti”.

Altro tema scottante, le New Breeding Tecniques: “Non credo ci sia incompatibilità”, ha dichiarato D’Eramo. “Le biotecnologie, e in generale tutta la ricerca – ha continuato -, potranno mettere a disposizione della nostra agricoltura utili strumenti per migliorare le rese produttive e affrontare sfide come i cambiamenti climatici e soprattutto contrastare gli agenti patogeni esterni, aiutando così a raggiungere gli obiettivi di sostenibilità posti da Bruxelles all’Italia e agli altri Stati membri”. E ha aggiunto: “Le tecniche di evoluzione assistita possono servire a ridurre l’impiego di fitofarmaci“.

Con riferimento a questi ultimi D’Eramo mette in guardia da eventuali pregiudizi e approcci ideologici, poiché si tratta di posizioni condivisibili ma non sempre realistiche. “Ci si dovrebbe interrogare sugli effetti, in mancanza di alternative. Noi siamo un modello virtuoso, ma in base alla proposta di Bruxelles, per l’Italia si prevede una riduzione del 62% dell’uso di fitosanitari chimici. Bene ha fatto il Consiglio europeo a chiedere che sia valutato l’impatto di queste misure“.

Accogliendo poi in modo positivo soluzioni diverse dai tradizionali pesticidi chimici, in grado di rispettare il pianeta e la salute, ricorda che il decreto per la  proroga sulle contaminazioni accidentali di prodotti fitosanitari posticipa a fine 2025 l’applicazione di una soglia di decertificazione più alta (0,5 mg/kg per le coltivazioni erbacee e 1 mg/kg per le coltivazioni arboree) in caso di contaminazione accidentale dei prodotti biologici da acido fosfonico. “Grazie a questa proroga si avrà anche il tempo di valutare i risultati dello studio Biofosf cube affidato dal MASAF al CREA per valutare fenomeni di degradazione dell’acido fosfonico all’interno dei tessuti vegetali e altri aspetti legati alla problematica della contaminazione da fosfiti dei prodotti bio”.

Parlando dell’emergenza siccità l’onorevole ha dichiarato che il governo ha convocato una cabina di regia, che coinvolge oltre a Palazzo Chigi i Ministeri dell’Agricoltura, Infrastrutture e Ambiente, volto ad individuare le misure per  contrastare l’emergenza e le criticità dei prossimi mesi. E, grazie al tavolo interministeriale, anche a mettere finalmente in campo un piano di interventi strutturali di medio e lungo periodo.

Infine, rispetto al digital divide delle campagne, D’Eramo ha ricordato l’introduzione nell’ultima manovra di una dotazione di 225 milioni di euro in tre anni per un’agricoltura più moderna, produttiva e sostenibile.

La Redazione 

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