Con l’e-commerce di Verde Mare il riscatto dei limoni interdonato bio

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Con il proprio sito di e-commerce appena lanciato, mangiandobio.it, l’azienda agricola Verde Mare della provincia di Messina, specializzata nella produzione di limoni interdonato IGP e bio, punta a trovare nuovi sbocchi commerciali per questa eccellenza siciliana, che è pure certificata organic, e a sottrarsi al braccio di ferro tra buyer e fornitori che sta assottigliando le liquidazioni al produttore anche oltre i limiti del prezzo di costo.

“Abbiamo lanciato il sito di e-commerce lo scorso 28 ottobre, dopo due anni di progettazione. In due settimane, grazie alla promozione sui social a cui abbiamo dedicato molto tempo e risorse, siamo già arrivati ad evadere ordini per 150-200 chili alla settimana”. A parlare è di Federico Bucalo che guida l’azienda di famiglia. Un venticinquenne dalle idee chiare e che ha un solo obiettivo affermare il limone interdonato sul mercato per le sue specificità che lo rendono una eccellenza tutta italiana.

“In realtà l’azienda agricola Verde Mare l’ho costituita io nel 2016 – ci dice -, acquistando sei ettari di terreno incolti e poi piantumandoli, ma vengo da una tradizione agricola di famiglia iniziata con mio nonno, agrumicoltore, e poi proseguita con mio padre che si occupava di forniture di sistemi per l’irrigazione. Io ho capitalizzato questo patrimonio generazionale, ho ripreso in mano le redini della produzione acquistando terreni e, in parte, affittandoli, e adesso fornisco sul mercato, oltre ai nostri prodotti, anche servizi completi ad altre aziende agricole: dall’irrigazione al vivaio. Abbiamo infatti appena installato circa 1.000 metri quadri di serre, che arriveranno a 5.000 mq, in cui produciamo varietà di agrumi che vendiamo sia ai produttori che come piante ornamentali. Tra i limoni, abbiamo, oltre a quello interdonato, anche quello cosiddetto ‘zagara bianca’ oltre che un’antica varietà locale, che ormai si fa fatica a trovare, conosciuta con il nome di ‘limone Santa Teresa’ tipico della valle dell’Agrò, sul versante orientale dei monti Peloritani in Sicilia”.

Per sostenere il piano di crescita aziendale avviato dal 2016, Bucalo produce oltre agli agrumi anche vari tipi di ortaggi. Una produzione, quest’ultima, che tenderà a eliminare una volta che gli agrumenti andranno a regime produttivo. Tutte le referenze si stanno caricando, un po’ alla volta, sul sito di e-commerce mangiandobio.it. Adesso nella vetrina online ci sono una trentina di prodotti ma arriveranno a a cinquanta, nel rigoroso rispetto della loro stagionalità.

“Siamo aperti anche alle collaborazioni esterne  – precisa Bucalo -. Siamo disposti a fare, ad esempio, e-commerce anche per qualche altro produttore bio che volesse usare questo canale. Noi lo stiamo trovando molto proficuo dal momento che, in sole due settimane di attività, possiamo prevedere che ci permetterà di chiudere il fatturato di quest’anno con una crescita del 20%, per un totale di circa 70mila euro”. Il turnover è in crescita nonostante i prezzi al produttore quest’anno siano in forte flessione (-33%), da 1,50 euro al chilo dell’anno scorso all’euro/chilo di quest’anno che forse non basterà neanche a coprire i costi.

“Per realizzare in questa campagna, puntiamo molto sui volumi, dato che questo è stato un anno di mezza carica – chiosa Bucalo -, grazie alla buona allegagione che c’è stata in primavera con le condizioni climatiche favorevoli. Lo svantaggio invece è dato dal fatto che, a causa sempre del clima, i limoni italiani che avrebbero dovuto andare in produzione a gennaio, per il caldo, hanno anticipato di due mesi la raccolta e, in questo momento di mercato c’è un accavallamento produttivo. Come pure c’è stato, con quelli sudafricani, nel mese di settembre che di solito è il mese in cui il limone interdonato è l’unica varietà presente sugli scaffali. C’è ancora molto da fare per far conoscere e valorizzare questa tipologia di limone. Dall’analisi delle vendite online capisco che viene apprezzato da specialisti o persone molto attente alla qualità e ai plus di questo prodotto, come ad esempio, la grande succosità e la grana finissima. Fino ad oggi è stato bistrattato dal mercato. Spesso venduto ai produttori di altre varietà italiane a denominazione di origine, dalle caratteristiche simili, per integrare i loro ammanchi di volume”.

Il sogno nel cassetto di Bucalo è di chiudere la filiera e arrivare anche alla trasformazione del prodotto. Già adesso viene effettuata, ma da trasformatori che collaborano con l’azienda. L’obiettivo è quello di realizzare, nel lungo periodo, un impianto di proprietà per la lavorazione del limone per fare limoncello, ad esempio, conserve o oli essenziali.

Intanto, poiché si è iniziato a piantare gli agrumeti da circa quattro anni, occorreranno da cinque ai dieci anni perché la produzione di quest’azienda tutta siciliana, vada a regime. “Per quella data speriamo di vendere tutto online ed evadere ordini anche per mille chili a settimana”.

Mariangela Latella
maralate@gmail.com

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