Alce Nero e Spreco Zero: i casi studio dei Bio-distretti delle Lame e di Amatrice

Amatrice

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Il Circular Talk promosso da Alce Nero, “Sviluppo sostenibile, l’Italia dei bio-distretti”, di cui abbiamo parlato qui, è stato arricchito da diversi interventi: il racconto di due esperienze sul campo e l’analisi del direttore Responsabile di Lifegate, esperto di temi legati alla Crisi Climatica.

Il Biodistretto delle Lame – Benedetto Fracchiolla, Presidente del Biodistretto

La prima esperienza sul campo è stata riportata da Benedetto Fracchiolla, presidente del Bio-distretto delle Lame, un territorio che dal punto di vista geografico include i comuni di Ruvo di Puglia e Bitonto, ma mira ad estendersi ulteriormente, coerentemente con il corso delle “Lame”, i solchi erosivi poco profondi, elementi caratterizzanti del paesaggio pugliese. I soci fondatori della costituenda Associazione “Bio-Distretto delle Lame” sono i Comuni di Ruvo di Puglia, Bitonto, diverse cooperative olivicole, vinicole, sociali, nonché alcune associazioni culturali e aziende agricole.
Questo Bio-distretto, annoverato recentemente dalla Regione Puglia fra i diversi Distretti del Cibo, ospita la coltivazione principalmente di olivo, vite e cereali. Qualche dato sulla produzione bio commercializzata: 6.000 quintali di Olio Biologico, 20.000 quintali di grano duro, 1000 quintali di vino biologico. Fracchiolla, nel corso del suo intervento, ha posto un’ulteriore aggettivazione sul tema sostenibilità, “perché valorizzare un territorio e portarlo ad un’economia circolare significa salvaguardia del territorio, ma anche sostenibilità economica dei produttori”.

Particolarmente efficace l’espressione utilizzata da Fracchiolla che sottolinea il ruolo della “Coltura del biologico come cultura del territorio”

Biodistretto Amatrice Terra Viva – Marco Santori, consigliere del Biodistretto

Ha poi preso la parola Marco Santori consigliere del Bio-distretto Amatrice Terra Viva e consigliere tecnico di Alce Nero. Si tratta di un Bio-distretto dalla forte valenza di rinascita, legata al sisma dell’agosto 2016. L’iniziativa del Bio-distretto di Amatrice, che poggia su tre pilastri, ricostruzione, biodiversità e sostenibilità, si è sviluppata attraverso vari step: nel 2016, a seguito del sisma, è sorta l’idea e si è sviluppata la fase di startup dell’impresa sociale, nel 2020 è stato organizzato un comitato promotore e nel 2021 si è costituito il Bio-distretto.

“Questo Bio-distretto rappresenta un unicum, nasce da un contesto particolare, in una terra fortemente colpita dal terremoto. Abbiamo ragionato su un percorso che potessimo mettere in campo per far ripartire questo territorio”, racconta Santori. “L’emergenza la si gestisce subito, però pianificare un post emergenza significa avere un sogno e uno sguardo di prospettiva, da lì è nata l’idea di Amatrice Terra Viva e di promuovere un Bio-distretto e valorizzare i piccoli produttori, creando una coralità e una prospettiva economica”. Amatrice Terra Viva è una filiera agricola biologica che valorizza la vocazione cerealicola e la tradizione gastronomica del comprensorio di Amatrice. “Le nostre terre sono state seminate per promuovere e consolidare l’idea di un bio-distretto in un’area incontaminata del centro Italia. La riscoperta e la valorizzazione di grani antichi ci permette di apprezzare il lavoro dei piccoli produttori”.

Con convinzione Santori ricorda la missione di questo Bio-distretto: “come custodi ogni giorno con coraggio affrontiamo il mercato e scegliamo di produrre grani di qualità buoni e giusti”. Il territorio del Bio-distretto si articola in un altopiano centrale con un’altitudine compresa tar i 900 e i 1000 metri.

Tra le azioni già realizzate dal Bio-distretto: il coinvolgimento di 10 soci di imprese agricole, 3 accordi di filiera con altrettante aziende nazionali per la trasformazione del prodotto del Bio-distretto, lo sviluppo di 8 prodotti, la commercializzazione in 6 supermercati della provincia, l’avvio di una strategia di marketing a livello nazionale. “Il Bio-distretto ha inoltre fornito la farina per un nuovo frollino di Alce Nero”, racconta Santori. Tra le aree in cui si è investito per la realizzazione del Bio-distretto, figura l’acquisto di semi di grani antichi certificati, la formazione agli associati e la creazione di un laboratorio-ufficio per il packaging e come deposito.

Questo progetto ha permesso ai soci di produrre 750 quintali di grano nel 2019, di pagare il grano ai soci un 20% in più e di raggiungere un +30% di margine sui prodotti trasformati.

Tommaso Perrone – Giornalista e Direttore di LifeGate
L’ultimo relatore ad intervenire è stato Tommaso Perrone, giornalista e Direttore di LifeGate, che ha offerto diversi spunti, veicolandoli attraverso dati e riflessioni, sul tema del biologico.

“Dal 2021 la superficie agricola coltivata a biologico in Europa è aumentata del 46% e l’agricoltura biologica in Europa rappresenta oggi l’8,5% del totale”. Spagna, Francia, Italia e Germania ospitano oltre la metà della superficie totale dedicata a biologico in Europa, racconta Perrone. In particolare, l’Italia rappresenta, oggi, il 14,5% dell’agricoltura biologica europea. Dai dati riportati da Perrone emerge l’evidenza che, in Italia, le regioni più attive nel Biologico sono certamente Sicilia, Calabria e Puglia. Queste rappresentano un caso virtuoso anche nel panorama europeo.

Il biologico va analizzato, tenendo in considerazione anche che rappresenta un driver per contrastare la crisi climatica, secondo Perrone. Perché? “Se portassimo al 20% il totale della superficie coltivata, solo in Europa, eviteremmo una quantità di CO2 maggiore di quelle che genera ogni anno l’Austria”. E non è finita qui, “le aree Bio utilizzano in media il 45% di energia in meno e generano il 40% in meno di CO2”, ricorda Perrone.

Perrone analizzando i dati di fonte Nielsen (con AssoBio) sull’acquisto dei prodotti Bio in Italia, che testimoniano un aumento del 7% degli acquisti Bio rispetto all’anno precedente, sottolinea come il biologico non abbia conosciuto battute d’arresto “complice il lockdown, gli italiani hanno migliorato le proprie abitudini alimentari”. Al netto dell’irraggiungibile incremento registrato dalle vendite online (+150%), colpisce il dato dell’incremento delle vendite tra gli scaffali del discount, che si attesta a +12.5%, contro i supermercati che registrano un +6.5%. (vedi news)

Le conslusioni di Andrea Segrè
In una giornata evocativa come la Giornata Mondiale della Terra, il moderatore dell’incontro Andrea Segrè, agroeconomista dell’Università di Bologna e fondatore di Last Minute Market e campagna Spreco Zero, conclude con alcune suggestioni. I temi di valorizzazione della terra e della salubrità dei prodotti hanno un forte legame con lo spreco alimentare, infatti, come sottolineato da Andrea Segrè: “Siamo partiti 20 anni fa per contrastare lo spreco alimentare. Una delle ragioni per cui sprechiamo il cibo è legata al fatto che non ne riconosciamo più il valore, per questo è importante investire in Educazione alimentare, e nella riscoperta del valore del cibo”.

Stefania Tessari

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