Basilicata, il progetto regionale dei polli bio è garantito dal Gruppo Amadori

Luca Braia

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I polli biologici sono da tempo diventati realtà in Basilicata, con la filiera messa in campo a Irsina in provincia di Matera, anche grazie all’importante sforzo profuso dall’amministrazione comunale.

Il pollo bio allevato all’aperto senza uso di antibiotici e con alimentazione no OGM è ormai una eccellenza garantita dalla filiera integrata e 100% italiana del Gruppo Amadori.

A parlarne è Luca Braia, consigliere regionale, capogruppo di Italia Viva ed ex assessore regionale alle politiche agricole e forestali. “I polli bio sono un’altra nuova filiera che si aggiunge a quella del nocciolo lucano – racconta Braia – che ha cominciato a consegnare prodotto a Ferrero. Gli impianti produttivi del nocciolo anch’essi introdotti nella nostra regione nel 2018, dopo a aver studiato per 12 mesi le possibilità di successo e redatto con Ismea, Ferreo e Alsia l’unica mappa vocazionale esistente per una coltura specifica in Basilicata. Modalità che da anni diciamo dovrebbe essere replicata per tutte le colture della nostra agricoltura. Dopo lo scetticismo di molti e la resistenza burocratica di alcuni, abbiamo anche i primi 8 stabilimenti di allevamento di pollo bio nel territorio di Irsina, di cui 5 già attivi in Basilicata da quasi un anno. L’obiettivo è aumentare questo numero entro il 2023. La Regione Basilicata deve fare in modo di garantire l’acqua a tutti gli stabilimenti e chiaramente agire sulla viabilità che li collega alla movimentazione logistica verso le altre regioni. Oltre che, come già ribadito, agire concretamente ed emettere gli atti per la parte di competenza regionale”.

Il lavoro partito nel 2018 con il Gruppo Amadori, specialista nel settore avicolo e tra i principali leader nel settore agroalimentare italiano, è arrivato a compimento dopo un investimento di quasi 5 milioni di euro, in parte finanziato dal bando filiere nazionale, di cui si attende ancora il cofinanziamento regionale, che tarda ad essere erogato.

“Innovazione, organizzazione, meccanizzazione, tecnologia, rappresentano il profilo dell’allevamento e del moderno allevatore lucano – conclude Luca Braia – integrato in un processo nuovo ma sostenibile e di qualità. Ritengo che il governo regionale di Basilicata, rispetto al sostegno dell’agroalimentare non debba perdere più tempo, i player anche nazionali continuano a scommettere sulla nostra terra e la Regione non può stare solo a guardare ma dovrebbe incentivare, costruire, programmare, agire”.

Maria Ida Settembrino

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