Azienda Leonardo, gli ulivi sul lago di Monna Lisa

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C’era una volta un castello e, sullo sfondo, lo scenario che ispirò il Genio a dipingere la Gioconda quando nel 1499 soggiornò sulle rive del Sebino. Ora al posto del maniero c’è la sede dell’Azienda agricola Leonardo, così battezzata in omaggio all’autore di Monna Lisa, ma anche alla nascita di Leonardo, figlio di una delle due titolari, e della loro impresa. Siamo a Maspiano, frazione di Sale Marasino sulla sponda orientale, quella bresciana, del lago d’Iseo dove si affacciano, in una sorta di anfiteatro naturale, gli ulivi di Nadia ed Elisa Turelli.

Dopo diversi anni trascorsi lontano dai campi prima coltivati dal nonno poi gestiti, anche se non come attività principale, dai genitori, nel 2004 le due sorelle decisero di sfruttare il potenziale del loro extravergine. “È successo a cent’anni dalla nascita del nonno Stefano – racconta Nadia –. Abbiamo scelto di tornare alle origini creando la nostra azienda agricola. Per me lo stimolo è stata l’imminente nascita del primo figlio, Leonardo, così con Elisa abbiamo inaugurato l’attività nello stesso anno.
Cominciando dall’oliveto del nonno, abbiamo poi sostituito le viti con ulivi e in seguito acquisito e ripristinato oliveti abbandonati”.

Biologico da sempre

In questa terra vocata all’olivicoltura fin dall’epoca preromana, la Leonardo è cresciuta rafforzando le radici dell’azienda familiare di inizi ‘900. Ai piedi della Valcamonica e ai confini con la Franciacorta, Nadia ed Elisa hanno scelto fin dall’inizio il metodo biologico che si manifesta nel loro prodotto di punta, l’extravergine Dop dei Laghi Lombardi menzione Sebino, ma anche nei monovarietali di Leccio del Corno, Leccino e Frantoio. Hanno deciso di recuperare un centinaio di
piante di Sbresa, l’unica varietà autoctona del lago d’Iseo quasi scomparsa dopo la gelata del 1985.

Ma per la produzione occorrerà ancora un po’ di tempo. Due anni di Covid, l’ultima annata negativa che si è aggiunta a quella del 2019 senza neppure una bottiglia di olio (“perché le olive non le compriamo, devono essere le nostre”) e la siccità che incombe come uno spettro sull’agricoltura, tutto questo ha messo a dura prova l’azienda.

Ma Nadia ed Elisa non si scoraggiano, anzi. I sogni sono rimasti solo un po’ di più nel cassetto: per l’agriturismo è appena arrivato l’ok al progetto e si potrà partire col cantiere. I prodotti cosmetici all’extravergine realizzati dal 2014 da quest’anno sono certificati biologici. “Abbiamo deciso di cambiare tutta la linea, i contenitori sono riciclati e riciclabili, quindi stiamo cercando di ricondurre tutto alla filosofia di un’azienda sempre meno impattante”.

Lotta alla cimice asiatica

La stagione promette bene: una fioritura abbondante, una buona allegagione, resta l’incognita siccità oltre al problema della cimice asiatica, possibile causa della cascola verde. Ma una soluzione potrebbe essere dietro l’angolo. “Tramite l’Ersaf, l’ente regionale per i servizi all’agricoltura della Lombardia – spiegano le sorelle Turelli – siamo entrate in contatto con l’Università di Torino dove un pool di ricercatori stava lavorando a un progetto per individuare un’efficace strategia per la gestione della cimice asiatica. Riguardava altre colture, ora è stata inserita anche l’olivicoltura con la nostra azienda come punto di riferimento. In sostanza ogni quindici giorni gli studiosi di Torino vengono a verificare gli effetti di alcuni prodotti che ci consigliano di utilizzare, ovviamente non impattanti sui terreni e sull’olio che andiamo a produrre. Stiamo quindi cercando di capire e monitorare la situazione per avere poi in futuro degli strumenti che ci possano garantire il raccolto e la produzione”.

I progetti, oltre alle lezioni nelle scuole per far conoscere l’olio extravergine fin dalla tenera età, prevedono passeggiate e degustazioni negli uliveti tenuti perfettamente in ordine e concimati naturalmente dalle pecore Suffolk. Un altro obiettivo è stato realizzato: le olive da mensa, fatte con le varietà Grignan e Bianchera.

Donne al timone

“Abbiamo 5 ettari di uliveti, sembrano pochi ma siamo i più grandi produttori di extravergine del lago d’Iseo. La nostra produzione media annua è di 1.200 litri d’olio che vendiamo direttamente noi a privati, ristoranti e agriturismi, anche per spedizione”.

Nadia ed Elisa sono soddisfatte e motivate, soprattutto dopo aver superato le difficoltà iniziali in un settore lavorativo da sempre appannaggio degli uomini. “Quando per la prima volta siamo andate al frantoio con le nostre cassette piene di olive –raccontano sorridendo – c’erano solo uomini e ci guardavano come fossimo aliene chiedendosi cosa ci facessero due ragazze in quel luogo. La stessa cosa quando al telefono pretendono di parlare con il titolare: quando spieghiamo che siamo noi non si arrendono e domandano se il signor Leonardo non può parlare”. Anni fa la risposta di Nadia era: “Mio figlio Leonardo ancora non parla…se insiste però glielo passo!”

Prezzo: biologico Dop, 22€ bottiglia 0,50 litri; monovarietali, 15€ bottiglia 0,25 litri.

Info: Instagram  
https://www.azagrleonardo.it/
info@azagrleonardo.it

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