Argentina, in vigore il Piano Strategico per la Produzione Biologica 2030

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Il Ministero dell’Agricoltura dell’Argentina ha ufficializzato l’entrata in vigore del Piano Strategico per la Produzione Biologica 2030, concepito in modo partecipativo e consensuale tra i settori pubblico e privato, che mira ad aumentare il numero di produttori e generare posti di lavoro.

Il piano cerca di “posizionare la produzione biologica come un modello di produzione differenziata per le produzioni, sia primarie che industriali, basato sulla salvaguardia dell’ambiente, la sostenibilità e lo sviluppo sostenibile”, ha detto il ministro Luis Basterra, in relazione all’entrata in vigore della delibera n. 17/2021, pubblicata ieri in Gazzetta Ufficiale.

L’iniziativa opererà sotto l’orbita ministeriale. “Con l’istituzionalizzazione del piano stiamo rafforzando la produzione biologica argentina, e segnando una rotta per questo sistema di produzione differenziato. L’obiettivo principale è raggiungere livelli di produzione più elevati, con un maggior numero di produttori e generazione di posti di lavoro con radici territoriali “, ha spiegato il segretario Marcelo Alós.

A livello globale i mercati richiedono alimenti che promuovano un’agricoltura e un’agroindustria sempre più sostenibili e la produzione biologica è una delle risposte alle crescenti richieste.

Verso la fine del 2020, si è registrato un aumento del 14% delle vendite e dei volumi di prodotti biologici rispetto all’anno precedente: il motivo principale è stato il cambiamento delle abitudini di consumo a seguito della pandemia globale di Covid-19. Attualmente sono più di 3.700.000 gli ettari certificati.

Gli obiettivi del piano sono: stimolare la ricerca, lo sviluppo, la diffusione, il trasferimento e l’adozione di innovazioni tecnologiche orientate alla produzione biologica; promuovere strumenti fiscali, commerciali, finanziari e di concorrenza per la produzione biologica; promuovere forme organizzative (primarie e industriali), come reti produttive attraverso catene del valore, cluster, consorzi, cooperative, fondazioni, tra gli altri, che consentono lo sviluppo del settore biologico nella regione; aumentare il numero di produttori e trasformatori di prodotti biologici; aumentare la produzione con più produttori, le destinazioni e i prodotti biologici esportati, in particolare quelli con maggiore valore aggiunto.

Fonte: ICE

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