ANID presenta a Sanatech il primo disciplinare per la disinfestazione in biologico

Sanatech-ANID

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Il documento è stato introdotto ai Pest manager nel corso dell’ultimo World Pest Day dello scorso giugno e sarà presentato agli operatori della filiera agroalimentare a Sanatech, la rassegna internazionale della filiera produttiva del biologico e del sostenibile, organizzata da Bologna Fiere e da FederBio in collaborazione con Avenue Media, in programma a Bologna Fiere dal 7 al 9 settembre 2023 in concomitanza con Sana, il Salone del biologico e del naturale

ANID, l’associazione nazionale delle imprese di disinfestazione, presenta a Sanatech il primo documento tecnico sulla lotta agli infestanti da applicare ai metodi produttivi biologici e orientati alla sostenibilità.

“La necessità di lavorare a questo documento tecnico sui trattamenti in biologico e sostenibile – afferma Marco Benedetti, presidente ANID – nasce dal fatto che molte aziende di pest management pensano di potere svolgere servizi tradizionali e in biologico allo stesso modo. Questa incongruenza è emersa con maggior vigore durante la pandemia con la crescente richiesta di disinfestazione degli ambienti. In realtà così non è. Anzi, proprio su questo punto si gioca la professionalità degli operatori che devono essere consapevoli della differenza di processo. Per questo il nostro gruppo di lavoro ha individuato per la prima volta delle linee guida che orientino i professionisti in un sistema in cui non è ancora ben definito neanche cosa si intenda per sostenibile”.

Sarà introdotto agli operatori della filiera nel corso del workshop dal titolo ‘Lotta agli infestanti e conservazione negli alimenti bio’ in programma presso l’Arena Sanatech Lab il 7 settembre, ore 15.

Il documento tecnico rappresenta il risultato di un gruppo di lavoro nato nel 2021 a seguito di un accordo tra A.N.I.D. e ICEA, l’Istituto per la certificazione etica ed ambientale, sottoscritto per orientare il processo di post raccolta verso la gestione degli infestanti nel settore biologico all’indomani della massiccia richiesta di interventi durante il periodo Covid, in aree gestite in biologico.

“L’orientamento alla sostenibilità è estremamente complesso per i Paesi del Sud Europa, come l’Italia – ha detto Paolo Guerra, consigliere ANID, che ha coordinato il gruppo -. Questi territori hanno un patrimonio agricolo importante che si sta misurando non senza difficoltà con le stringenti norme sulla sostenibilità imposta dal Green Deal europeo. La situazione è tanto più complessa poiché non è chiaro il concetto stesso di sostenibilità. In sostanza oggi operiamo in un mare magnum di certificazioni. Da qui nasce l’esigenza di questo documento tecnico ambizioso per la realizzazione del quale ci siamo confrontati anche con il servizio fitosanitario della Regione Emilia-Romagna”.

Nella fase di post-raccolta è cruciale, fra le altre, la gestione di silos e magazzini di stoccaggio che raccolgono le derrate. Qui si registra una lacuna normativa enorme riguardo ai principi attivi da usare. Lacuna che porta a non poche situazioni paradossali. Come nel caso in cui taluni applicano tecniche di disinfestazione convenzionale anche per le produzioni biologiche.

Sul tema del biologico A.N.I.D. ha realizzato un focus particolare istituendo nel quadro della commissione certificazione, due gruppi di lavoro. Uno dedicato ai requisiti minimi di gestione degli impianti di nebulizzazione e l’altro che si occupa delle soglie minime di tolleranza in ambito di aziende agroalimentari.

Fonte: Ufficio Stampa AVENUE MEDIA

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