ANAPROBIO: dai Piani d’azione opportunità importanti per il Bio

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Il biologico? “Non è più una nicchia, ma una realtà solida e strutturata, che non può più attendere l’approvazione di una legge ad hoc e la messa a punto del Piano d’azione nazionale”. Qualche parola che dà un’idea delle priorità cui dedicare attenzione, nel comparto del biologico.

Il 9 febbraio, il giorno successivo a quello in cui la Camera dei deputati ha definitivamente approvato il disegno di legge che introduce la tutela dell’ambiente e della biodiversità nella Costituzione, si è tenuto il Webinar “Agricoltura biologica e PNRR: quali opportunità per le imprese?”, organizzato dall’associazione ANAPROBIO, l’Associazione Produttori Biologici Italiani Copagri, per fare il punto sulla situazione del comparto del biologico.

La creazione dell’associazione ANAPROBIO ITALIA, da parte di Copagri, è testimonianza della volontà di dedicare attenzione al biologico, un comparto che anche l’UE, con i nuovi orientamenti, indica come tra quelli di punta, nella Farm to Fork e nel piano strategico nazionale.

Hanno partecipato al webinar Oreste Gerini, direttore generale del Mipaaf, Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, Francesco Torriani, coordinatore del settore biologico dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Ignazio Cirronis, presidente di ANAPROBIO Italia e Franco Verrascina, presidente della Copagri.

Il presidente di ANAPROBIO Italia, Ignazio Cirronis, introducendo i lavori del webinar, ha mostrato una overview sulla situazione dell’agricoltura biologica in Italia. Da questa panoramica è emerso che si tratta di un settore fortemente in crescita, testimoniata da una SAU biologica del 16,6% sul totale. “Negli ultimi 10 anni la SAU biologica ed il numero di operatori bio è quasi raddoppiato, grazie non solo alla promozione del biologico da parte dell’UE, ma anche al mercato. In Europa siamo i primi per percentuale di superficie bio”, ha spiegato.

“La Comunità Europea ha impresso uno sforzo eccezionale sulle misure agroambientali a superficie, però non si ha la stessa risposta sul piano della crescita del mercato”, ha sottolineato Cirronis. “I consumi di prodotti bio viaggiano a una velocità molto inferiore rispetto alla produzione, tanto che la media comunitaria non supera, ad oggi, il 5% del totale dei consumi alimentari; per far andare di pari passo la crescita della produzione con quella dei consumi bio diventa fondamentale lavorare per valorizzare le produzioni biologiche e canalizzarle su mercati diversi da quello convenzionale”. A livello di distribuzione regionale degli operatori “si assiste ad un’espansione e penetrazione soprattutto nel Mezzogiorno e nell’Italia Centrale. Più di un terzo degli operatori totali è concentrato in Puglia, Calabria e Sicilia”.

Per dimensionare il mercato bio, i dati Nomisma raccontano che le vendite bio del 2021 nel mercato italiano si sono attestate sui 4.573 milioni di euro, mentre l’export biologico del Made in Italy ha raggiunto i 2.907 milioni di euro. I consumi italiani di biologico, invece, possono essere sintetizzati con un dato: 3,6 miliardi di euro, equivalenti al 4% dei consumi agroalimentari.

“La crescita dei consumi Bio sarà continua e sostenuta per lungo tempo, ma al momento è inferiore nettamente alla crescita auspicata dalle superficie Bio, parametro di quasi esclusiva attenzione della Commissione Bio”, ha spiegato Cirronis.

ANAPROBIO Italia ha avanzato delle proposte per supportare la crescita del comparto biologico, suggerendo obiettivi che il Mipaaf dovrebbe inserire nel Piano di Azione Italiano per l’agricoltura biologica, che ancora deve essere redatto: la creazione e il rafforzamento delle filiere biologiche e dei BioDistretti e l’azzeramento dei costi e degli oneri burocratici della certificazione biologica, applicando il principio “chi non inquina non paga”. Ancora, fra gli obiettivi proposti: “forti azioni di promozione e comunicazione per far crescere sensibilmente i consumi di prodotti biologici, uno studio dettagliato sui costi di produzione nell’agricoltura bio, ricerca e sperimentazione per offrire strumenti tecnici efficaci per la coltivazione e l’allevamento”.

Cirronis si è poi soffermato sul ruolo fondamentale ricoperto dall’agricoltura biologica che “permette allo Stato di spendere meno in disinquinamento, salvaguarda la salute dei consumatori e contribuisce alla mitigazione dei cambiamenti climatici”.

Oreste Gerini, direttore generale del Mipaaf, ha illustrato brevemente le prossime attività che interesseranno l’attività agricola italiana grazie a fondi importanti legati al PNRR e al fondo complementare. Due fondi che, come ricorda Gerini, “hanno finalità simili, ma sono molto diversi”.

“L’agricoltura biologica all’interno del fondo complementare è estremamente considerata. Il 25% delle risorse, infatti, sono dedicate ad attività legate all’agricoltura biologica”, spiega Gerini. E aggiunge: “Il 40% del valore totale del PNRR saranno rivolti ad attività del centro Sud”.

Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, ha iniziato il suo intervento con una considerazione sulla nascita di ANAPROBIO: “È importante che tutto il sistema agricolo si attivi per fare la propria parte sul Bio. Siamo in una fase strategica per il biologico. Quindi, la nascita di questa associazione è sicuramente un valore, così come la richiesta di adesione a Federbio. Abbiamo già avuto un primo confronto. Sarà importante cominciare a lavorare insieme” (vedi news).

Il coordinatore del settore biologico dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Francesco Torriani ha suggerito una domanda che è necessario porsi: “È un bene aggregarsi, ma bisogna chiarire quale obiettivo si persegue. Per un settore bio che non è più nicchia, occorre che i progetti di aggregazione abbiano obiettivi molto concreti. È una precondizione”.

Torriani ha poi proseguito il suo intervento ricordando un’importante condizione perché l’aggregazione possa portare frutti: “Non è più sufficiente aggregare la produzione, bisogna integrare la produzione agricola con le altre fasi della filiera. Se vogliamo riportare valore sulla materia, prima bisogna integrare tutte le fasi, per fare in modo che questo valore torni alla produzione primaria”.

È intervenuto anche il presidente della Copagri, Franco Verrascina, soffermandosi sull’attuale tema della legge sul biologico: “È importante arrivare con celerità all’approvazione della legge con disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico, intervenendo per ridurre i costi e gli oneri burocratici che gravano sulle spalle di tutti i produttori agricoli, agendo poi sulla leva fiscale e mettere in campo determinate azioni che, in una congiuntura particolarmente delicata quale quella attuale, possano contribuire a rilanciare i consumi, anche attraverso il rafforzamento delle relazioni con la GDO”.

“Una simile azione non più rinviabile, non può prescindere da una attenta analisi dei costi di produzione, partendo dai continui rincari sul versante energetico e relativi al costo di mangimi e dei fertilizzanti, e riconoscere il principio in base al quale i prezzi dei prodotti agricoli, ed anche di quelli biologici, non possono essere inferiori ai costi di produzione”, ha concluso Verrascina.

Stefania Tessari

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