ANABIO-CIA: Necessario un Tavolo al Mipaaf per un Piano del bio

AnaBio

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Il Piano strategico nazionale così come la PAC rappresentano un punto cruciale anche per il settore biologico e il PNRR finanziato dai fondi del Next Generation EU va definito attraverso un approccio sinergico e integrato con la PAC, perché sia di reale beneficio anche per l’agricoltura. A dirlo è Anabio, l’Associazione per il biologico di Cia-Agricoltori Italiani che, nell’audizione in Commissione Agricoltura della Camera sugli obiettivi del Piano strategico nazionale nel quadro della nuova PAC, ha chiesto al ministro Stefano Patuanelli che venga istituito uno specifico Tavolo al Mipaaf.

Per Anabio-Cia, infatti, è oggettivamente difficile e comunque azzardato esprimere indicazioni precise mancando ancora una bozza del Piano Strategico Nazionale che rappresenta, di fatto, una novità rispetto alla precedente programmazione comunitaria 2013-2020.

Anche la vita degli imprenditori del bio, precisa Anabio-Cia, è stata stravolta dalla pandemia, producendo uno scenario inedito che richiede l’individuazione di politiche e azioni che siano davvero strategiche per il settore agricolo, con l’obiettivo di superare l’attuale crisi economica e di sfruttare ogni nuova opportunità di sviluppo sostenibile. La PAC è sicuramente chiamata a supportare questo processo di cambiamento.

Importante, dunque, secondo Anabio-Cia, ricordare le richieste arrivate da Bruxelles attraverso il “Piano d’azione europeo per lo sviluppo dell’agricoltura biologica”. Dagli Stati membri l’Europa si aspetta, attraverso la definizione dei Piani strategici nazionali della PAC post 2022, d’individuare azioni specifiche per sostenere il comparto bio. Si tratta di un aspetto rilevante, se si pensa che il governo italiano nell’aprile del 2016 ha approvato il “Piano strategico nazionale per lo sviluppo del sistema biologico” in maniera avulsa dai 21 Piani Regionali di Sviluppo rurale.

Inoltre, guardandoci dall’Europa, Anabio-Cia sottolinea quanto l’approccio adottato implichi una conversione significativa dell’agricoltura convenzionale alla produzione bio. Serve, quindi, che anche l’Italia e non solo la Commissione Ue, pianifichi un’analisi d’impatto per capire gli effetti che avrebbe un aumento della produzione biologica su: agricoltura totale, tenuta delle aziende e, infine, sui cittadini.

Cruciale, poi, che il Piano Strategico nazionale della PAC arrivi a spiegare come si intende costruire il processo di piena integrazione e coordinamento con i PSR. A supporto, Anabio-Cia propone il documento della Rete Rurale nazionale “AGROECOLOGIA E PAC – Un’analisi degli strumenti della programmazione post 2022”.

Infine, Anabio-Cia ribadisce a governo e Ministero delle Politiche agricole la necessità sempre più impellente di aggiornare la Strategia nazionale sul bio, integrandola nel Piano Strategico nazionale per tutelare nel mondo la leadership del biologico Made in Italy.

Fonte: Ufficio stampa CIA Nazionale

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