Alla scoperta del Frantoio Batta

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Dal 1.700 ancora oggi danno i loro frutti. Gli splendidi ulivi secolari della varietà autoctona Dolce Agogia sono nella proprietà di Giovanni Batta che, assieme alla moglie Giuliana, gestisce il frantoio di famiglia. Siamo nel cuore dell’Umbria, lungo la strada San Girolamo, a quattro chilometri appena da Perugia ma già immersi, come scriveva Cipriano Piccolpasso, scrittore e cartografo perugino del XVI secolo, in una “…conca ripiena di tanti frutti, di tanti olivi, di tante vigne… che possiamo ben dire questo essere il Paradiso terrestre”.

Era la via dei pellegrini, oggi vi transita la marcia della pace Perugia-Assisi ed è qui che si intravvede la casa un tempo delle suore della Beata Colomba passata con l’Unità d’Italia allo Stato con altri beni della Chiesa. La dimora, dopo due proprietari privati, passò alla famiglia Batta nel 1929. I terreni erano coltivati da due mezzadri a grano, vite e olivi. Tanti olivi al punto che nel 1949 l’azienda realizzò un proprio frantoio con macine, presse e centrifuga.

Non di solo olio

Oggi si coltiva solo olivo. I mestieri principali dei proprietari erano altri. Giuliana, entomologa, era ricercatrice all’Istituto di Biologia dell’Università di Perugia. “Prendevo le ferie per aiutare mia suocera Lidia che nel ’63 era rimasta vedova e gestiva l’azienda e il frantoio con mio marito che però aveva un altro lavoro”.

Giovanni, dipendente della Camera di Commercio, cominciò a seguire L’Ercole Olivario, il concorso nazionale giunto quest’anno alla 30ma edizione e promosso da Unioncamere, nato per valorizzare l’extravergine italiano, la Dop in particolare. “In quanto dipendente – racconta Giovanni – non potevo partecipare al concorso, ma ho imparato molto: vincevano sempre aziende che trasformavano le olive con frantoi moderni a ciclo continuo e ho verificato che la qualità dell’olio in effetti era superiore. Così mi sono convinto a cambiare frantoio che periodicamente viene perfezionato”. Era il 1999 quando Giovanni è andato in pensione investendo così parte del Tfr. “Da allora i premi, di cui mi occupo personalmente – racconta Giuliana – si sono moltiplicati”. Sono veramente tanti, solo quest’anno sono arrivati riconoscimenti da Biol all’Oro d’Italia e l’Oro del Mediterraneo, nelle guide di Slowfood, Gambero Rosso e Flos Olei. 

A dura prova

L’antica Dolce Agogia, varietà endemica di quest’area del perugino e del lago Trasimeno è sopravvissuta a importanti eventi atmosferici. Come le gelate del 1956 e dell’83 che hanno comportato l’impianto di nuovi ulivi. Gli anni ’80 sono stati quelli dei campi sperimentali in collaborazione col Cnr. “Un lavoro veramente impegnativo – racconta Giovanni – però abbiamo impiantato tante varietà per cui ora riusciamo a fare blend veramente buoni, apprezzati dai clienti e ai concorsi”. Nell’arte del blend i Batta si avvalgono del contributo del loro agronomo, Giovanni Breccolenti, che fa parte di diversi  panel di assaggio. 

Oggi l’azienda può contare su 14 ha di uliveto, 3.700 piante di cui circa 300 secolari. “Mio marito – dice sorridendo Giuliana – nonostante l’età (81) poco più di un anno fa ha messo a dimora 100 piante…dice che bisogna guardare al futuro!”.

Bio nel nuovo millennio

Nel 2000 l’azienda è diventata biologica, produce l’extravergine bio e l’extravergine Dop bio. “Per noi è diventata una filosofia, nel biologico bisogna crederci, per la salvaguardia dell’ambiente e della salute.

E poi è una soddisfazione anche perché abbiamo avuto dei bellissimi riscontri, all’estero è il metodo più apprezzato. Il nostro canale di vendita più importante è il passaparola. Molti turisti che vengono in frantoio poi lo rivogliono e quindi lo spediamo in tutta Italia, da Nord a Sud. Poi abbiamo dei clienti in Giappone, un grosso supermercato in Germania alcuni clienti all’estero che sono venuti qui in vacanza dagli Stati Uniti”.

A Giuliana e Giovanni piace aprire i cancelli della loro azienda. Sono frequenti le visite di chi vuole vedere il frantoio dove si può partecipare anche a mini corsi di assaggio per imparare a conoscere le caratteristiche sensoriali dell’olio. E l’accoglienza a casa Batta non si fa desiderare: gli assaggi di bruschette sono garantiti, così come i pranzi a fine lavori con lo staff che da anni contribuisce rendere speciale questo extravergine.

Prezzo: 13€ bottiglia da 0,50 l. (confezioni anche da 0,10 – 0,25 – 0,75 e lattina da 5 l.)
Info: www.frantoiobatta.it

Daniela Utili

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